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Istat, l’inflazione vola al 2,9%: è vicina alla media dell’eurozona

Pubblicato: 12/05/2026 13:57

L’inflazione torna a correre in Italia e raggiunge i livelli più alti degli ultimi mesi. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, ad aprile l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è salito del 2,9% su base annua, segnando una netta accelerazione rispetto all’1,6% registrato a marzo. Un dato che riavvicina l’Italia alla media dell’Eurozona, attestata al 3%, e che conferma il ritorno delle pressioni sui prezzi soprattutto nei settori dell’energia e degli alimentari.
Anche l’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic) mostra un forte aumento, passando dall’1,7% di marzo al 2,8% di aprile, il livello più elevato dall’ottobre 2023. A pesare sono soprattutto i rincari dei beni energetici e dei prodotti alimentari, che continuano ad avere effetti diretti sulle spese quotidiane delle famiglie italiane.

Energia e alimentari trainano i rincari

Secondo l’Istat, il principale motore dell’aumento dell’inflazione è rappresentato dai beni energetici, che registrano una crescita del 9,5% rispetto ad aprile dello scorso anno, dopo il calo del 2,1% osservato a marzo. Anche su base mensile i prezzi dell’energia continuano a crescere in modo significativo.

Aumentano inoltre i prezzi dei prodotti alimentari, con una crescita complessiva del 2,9%. Particolarmente forte il rialzo degli alimentari non lavorati, che arrivano al 6%, mentre i prodotti lavorati mostrano una crescita più contenuta.

L’effetto più immediato si vede nel cosiddetto “carrello della spesa”, che continua a diventare più pesante per le famiglie italiane. Ad aprile l’aumento dei prezzi dei beni acquistati con maggiore frequenza sale infatti al 2,5%, in ulteriore crescita rispetto ai mesi precedenti.

Rallentano i servizi ma la spesa resta sotto pressione

In controtendenza rispetto a energia e alimentari, rallenta invece l’inflazione nei servizi, che passa dal 2,8% di marzo al 2,4% di aprile. A frenare sono soprattutto i prezzi legati ai trasporti e ai servizi ricreativi e culturali. Rimane invece molto contenuta la crescita dei prezzi dei beni non energetici e non alimentari, che segnano un aumento dello 0,4%, stabile rispetto al mese precedente.

L’Istat segnala inoltre un ulteriore rallentamento dell’inflazione di fondo, cioè quella calcolata escludendo le componenti più volatili come energia e alimentari freschi. Ad aprile si attesta all’1,6%, in calo rispetto all’1,9% di marzo. Nonostante questo dato più moderato, la percezione per molte famiglie resta quella di un costo della vita in continua crescita, soprattutto per le spese essenziali come bollette e alimentari.

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