
Nel centrosinistra si continua a parlare di primarie, di rilancio del campo largo e di possibile sfida per la guida del Paese. Le dichiarazioni ottimistiche di alcuni leader progressisti e il racconto di una presunta rimonta nei consensi, però, si scontrano con numeri che raccontano una realtà diversa. Secondo l’ultima rilevazione BiDimedia, infatti, la strada verso Palazzo Chigi resta in salita per l’opposizione, soprattutto quando il confronto si sposta sul terreno della leadership.
Il dato che emerge con maggiore evidenza riguarda proprio il duello diretto con Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio, almeno secondo il sondaggio rilanciato dalla pagina social “Intenzionidivoto”, continuerebbe a prevalere contro qualsiasi possibile candidato espresso dal centrosinistra. Un elemento che pesa sulle strategie dell’opposizione, ancora alla ricerca di un equilibrio interno e di una figura capace di aggregare consenso oltre i confini delle singole forze politiche.
Leggi anche: Sondaggi, Vannacci preoccupa Meloni: i dati parlano chiaro
Schlein e Conte inseguono Meloni
L’ipotesi di una vittoria di Elly Schlein alle eventuali primarie del centrosinistra non basterebbe, almeno per ora, a colmare il divario con la leader di Fratelli d’Italia. Nel confronto diretto indicato dal sondaggio, la segretaria del Partito democratico si fermerebbe infatti al 47,3% delle preferenze, contro il 52,3% attribuito a Meloni.
Numeri che, secondo la rilevazione, confermerebbero la solidità del consenso personale della premier anche in uno scenario di forte polarizzazione politica. La sfida nazionale, del resto, continua a giocarsi soprattutto sulla capacità dei leader di attrarre voti trasversali e di consolidare un profilo percepito come credibile dagli elettori.
Non andrebbe meglio a Giuseppe Conte. L’ex presidente del Consiglio, che già in passato ha guidato due governi, risulterebbe ancora più distante. In caso di candidatura sostenuta dal campo progressista, il leader del Movimento 5 Stelle si fermerebbe infatti al 46,2%, mentre Meloni salirebbe al 53,8%.
Il dato viene letto come un segnale delle difficoltà dell’opposizione nel costruire una leadership realmente competitiva a livello nazionale. Nonostante le differenze politiche e strategiche interne alla maggioranza, il centrodestra continua infatti a trovare nella figura della premier il proprio principale punto di forza.

Silvia Salis sorpresa del sondaggio
Tra i nomi presi in considerazione nella rilevazione compare anche quello di Silvia Salis, sindaca di Genova ed ex atleta azzurra, da tempo indicata da alcuni osservatori come possibile figura emergente nell’area progressista.
Secondo il sondaggio, sarebbe proprio lei a ottenere il risultato migliore tra i possibili sfidanti di Meloni. Il distacco tra le due leader resterebbe inferiore ai tre punti percentuali, un margine più contenuto rispetto a quello registrato dagli altri esponenti del centrosinistra.
Un risultato che alimenta il dibattito interno al campo progressista, dove da mesi si ragiona sulla necessità di individuare profili nuovi capaci di parlare anche a un elettorato moderato e meno ideologizzato. Tuttavia, l’eventuale crescita di una candidatura alternativa dovrebbe fare i conti con gli equilibri tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e con le tensioni che da tempo attraversano il fronte dell’opposizione.

Il rebus del campo largo
Il tema della leadership continua così a rappresentare uno dei principali ostacoli per il centrosinistra. Le ipotesi di primarie e le discussioni sulle alleanze restano infatti intrecciate alla difficoltà di individuare una figura realmente competitiva contro Giorgia Meloni.
La rilevazione BiDimedia fotografa un quadro nel quale il centrodestra mantiene un vantaggio politico legato soprattutto alla forza della propria leader. Dall’altra parte, il campo progressista appare ancora impegnato in una complessa ricerca di sintesi, tra ambizioni personali, strategie differenti e la necessità di evitare nuove fratture interne.
In questo scenario, il percorso verso una candidatura unitaria per Palazzo Chigi si presenta ancora lungo e carico di incognite.


