
Un colloquio definito «franco e aperto» ha acceso i riflettori sul nuovo confronto diplomatico tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente israeliano Isaac Herzog, in una fase di forte tensione in Medio Oriente. La telefonata, avvenuta nella serata di mercoledì 13 maggio, ha affrontato i principali nodi della crisi regionale.
Secondo fonti del Quirinale, il Capo dello Stato italiano avrebbe sottolineato con fermezza la necessità di «abbandonare l’attuale condizione di conflitto permanente», evidenziando l’urgenza di costruire un percorso politico capace di riportare stabilità nell’area.
Nel corso del colloquio, Mattarella ha espresso una posizione molto netta sugli attacchi contro il contingente Unifil impegnato nel sud del Libano. Gli episodi che hanno coinvolto le forze di pace delle Nazioni Unite sono stati definiti dal presidente della Repubblica «inaccettabili».

Il riferimento arriva dopo una giornata particolarmente delicata sul fronte libanese, segnata da nuovi bombardamenti israeliani e da un’escalation militare che continua a preoccupare la comunità internazionale. Nelle stesse ore, un drone è esploso all’interno del quartier generale della missione Onu, dove opera anche personale italiano.
Fortunatamente l’esplosione non avrebbe provocato feriti, ma l’episodio ha aumentato ulteriormente la tensione attorno alla presenza internazionale in Libano. Nella telefonata sarebbe stato inoltre ribadito il principio del rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali.
Un passaggio che molti osservatori collegano direttamente al caso della Flotilla per Gaza, fermata nelle scorse settimane durante le operazioni israeliane nel Mediterraneo orientale. Un tema che continua ad alimentare forti polemiche diplomatiche.
Mattarella ha anche riaffermato l’impegno «determinato» dell’Italia nella lotta contro ogni forma di antisemitismo, ribadendo la posizione storica del nostro Paese sul contrasto all’odio e alle discriminazioni.
Sul terreno, intanto, la situazione resta estremamente complessa. Secondo il ministero della Sanità libanese, alcuni raid israeliani condotti con droni nei pressi di Beirut sud avrebbero provocato almeno otto morti, tra cui due bambini, mentre altri attacchi avrebbero colpito la zona di Sidone.
Da parte sua, l’esercito israeliano sostiene di aver preso di mira oltre 40 infrastrutture di Hezbollah nelle ultime 24 ore, tra depositi di armi ed edifici utilizzati a fini militari. Una nuova escalation che arriva alla vigilia di un delicato round di colloqui previsti a Washington e che mantiene altissima la tensione in tutto il Medio Oriente.


