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Cinque sub italiani morti alle Maldive, recuperato un corpo: è di Gianluca Benedetti. Un testimone: «L’immersione era di un’ora, allarme dato subito»

Pubblicato: 15/05/2026 06:41

Il mare agitato, la grotta a cinquanta metri di profondità, la sabbia sollevata dalle correnti e poi il silenzio. La morte dei cinque sub italiani alle Maldive resta ancora senza una spiegazione definitiva, ma gli investigatori e gli esperti di immersioni stanno concentrando l’attenzione su tre scenari principali: la perdita di orientamento all’interno del canyon sommerso, un possibile incidente tecnico legato alle miscele respiratorie oppure un effetto domino provocato dal panico durante un tentativo di soccorso reciproco. Tutti elementi che, a quelle profondità, possono trasformarsi in una trappola mortale nel giro di pochi minuti.

Le autorità maldiviane avevano diramato un’allerta meteo gialla già dalla sera precedente all’immersione. Raffiche di vento fino a cinquanta chilometri orari e mare molto mosso avrebbero reso particolarmente difficili le immersioni profonde. Ed è proprio il contesto ambientale uno dei primi elementi analizzati dagli investigatori: i cinque italiani erano sub esperti, con brevetti avanzati obbligatori per immersioni tecniche a cinquanta metri, ma dentro un tunnel di coralli anche un piccolo errore può diventare irreversibile. La scarsa visibilità causata dalla sabbia smossa dal moto ondoso potrebbe aver cancellato i punti di riferimento e reso impossibile ritrovare l’uscita.

Una delle ipotesi considerate più plausibili dagli esperti è che il gruppo abbia perso l’orientamento all’interno della cavità sommersa. In ambienti chiusi e profondi, soprattutto con visibilità ridotta, basta una corrente improvvisa o un momento di esitazione per compromettere la lucidità. Se uno dei sub avesse avuto un problema, gli altri potrebbero aver tentato di aiutarlo consumando rapidamente aria e forze fisiche. A cinquanta metri, inoltre, la pressione aumenta enormemente e ogni errore viene amplificato.

Secondo gli specialisti di medicina subacquea, il panico è uno dei fattori più pericolosi in immersione. L’agitazione accelera la respirazione, aumenta il consumo di ossigeno e peggiora ulteriormente la torbidità dell’acqua. In una grotta sommersa, dove la luce naturale è minima e gli spazi possono restringersi improvvisamente, anche sub molto preparati possono perdere lucidità. Gli investigatori attendono il recupero di tutti i corpi perché la loro posizione potrebbe chiarire se il gruppo abbia tentato una fuga compatta oppure se i cinque si siano separati negli ultimi minuti.

Gli esperti parlano di possibile crisi iperossica: con l’aumento della pressione, l’ossigeno può diventare tossico per il sistema nervoso e per l’organismo, provocando convulsioni, perdita di coscienza e arresto cardiaco. In immersioni profonde, spiegano i tecnici, la miscela dovrebbe contenere più elio e meno ossigeno. Se questo equilibrio non viene rispettato, il rischio aumenta in modo drastico. Per questo le analisi sulle bombole saranno decisive: gli investigatori vogliono verificare eventuali errori nel caricamento delle miscele o persino una contaminazione da idrocarburi.

16.35 L’annuncio di Tajani
«Purtroppo le ricerche sono sospese a causa del maltempo, ma faremo tutto il possibile per recuperare le salme dei nostri concittadini». Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del congresso regionale di Forza Italia a Macerata, sulla tragedia che ha colpito un gruppo di cinque sub italiani alle Maldive, morti durante un’immersione. Tajani ha spiegato che l’ambasciatore italiano è sul posto, assistito dalla consulenza onoraria, e che gli altri italiani del gruppo, che erano sulla nave insieme ai sub, sono tutti incolumi. «È una disgrazia che ha colpito il nostro Paese. Speriamo che i corpi possano rientrare il prima possibile».

15.10 Fonti locali: “Il primo corpo recuperato sarebbe quello di Gianluca Benedetti”
Il primo corpo recuperato ieri sarebbe quello del padovano Gianluca Benedetti. Lo riferisce una fonte locale a Malè al telefono con l’agenzia Ansa. Inizialmente i media maldiviani aveva indicato il nome di Monica Montefalcone.

14.28 – Ipotesi sulle morti: “Forse malore di uno e gli altri in soccorso”
 “Dalle poche informazioni disponibili sappiamo che i cinque sub erano esperti, formati e autorizzati dalle autorità maldiviane. Non erano sub ‘creativi’, persone che prendono l’aereo e fanno immersioni nel weekend, ma professionisti impegnati in un programma di ricerca scientifica. L’immersione era in una grotta, che alle Maldive significa spesso piccoli anfratti, quindi è improbabile che abbiano esaurito la miscela respiratoria all’interno. In quel momento, però, era attiva un’allerta gialla e le correnti possono essere molto forti, arrivando a spingere verso il basso come una centrifuga. E’ possibile che uno di loro sia andato in difficoltà, che gli altri siano intervenuti per aiutarlo consumando rapidamente l’aria e che siano poi stati trascinati via dalla corrente”. Così all’Adnkronos Salute Pasquale Longobardi, direttore sanitario del Centro Iperbarico di Ravenna e vicepresidente della Simsi, Società italiana di medicina subacquea e iperbarica,

13.21 – Come stanno i 20 italiani della Duke of York
L’Ambasciata ha preso contatto con la Mezzaluna Rossa, che si è offerta di inviare volontari addestrati a offrire Primo Soccorso Psicologico per gli italiani ancora a bordo del “Duke of York”, tra cui non si registrano feriti. Tuttavia, a causa del maltempo, non è chiaro se potranno raggiungere la barca delle persone in bisogno, che intanto si è spostata in cerca di un approdo sicuro. La barca attende il miglioramento delle condizioni meteo per poter fare rientro a Malé.

12.30 – Recuperato corpo di Monica Montefalcone
Il primo corpo recuperato ieri nelle operazioni in corso nell’area dove i 5 italiani si erano immersi è quello della professoressa dell’Università di Genova Monica Montefalcone. Lo scrive il sito maldiviano The Press sottolinendo che il corpo è stato identificato e aggiungendo che le ricerche stanno continuano con grandi difficoltà per il mare mosso e le avverse condizioni meteo.

08.22 – Iniziate operazioni di recupero dei corpi
Secondo quanto comunicato dalla Farnesina sarebbero iniziate le operazioni di recupero dei corpi delle cinque vittime. Qui il comunicato ufficiale.

7.15 – L’ambasciatore è arrivato a Malé
L’ambasciatore italiano pare sia arrivato poche ore fa sul luogo del dramma. Si occuperà anche di incontrare i responsabili della guardia costiera

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Ultimo Aggiornamento: 15/05/2026 16:39

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