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“L’ha fatto prima di morire”. Sub italiana morta alle Maldive, solo adesso spunta quel video. Assurdo

Pubblicato: 15/05/2026 13:57

La tragica scomparsa di Monica Montefalcone, avvenuta nelle acque cristalline ma insidiose delle Maldive, ha scosso profondamente il mondo accademico e la comunità scientifica internazionale. La professoressa associata di Ecologia presso l’Università di Genova non era soltanto una docente stimata, ma una delle massime esperte mondiali nello studio delle barriere coralline. Insieme a lei hanno perso la vita altre quattro persone, tra cui la figlia Giorgia, l’assegnista di ricerca Muriel Oddenino e il giovane ricercatore Federico Gualtieri. Questo drammatico evento ha lasciato un vuoto incolmabile nel dipartimento Distav, dove Monica era considerata una colonna portante, una ricercatrice infaticabile che aveva dedicato oltre venti anni della propria carriera alla tutela degli ecosistemi marini e all’analisi dell’impatto dei cambiamenti climatici sui reef tropicali.

Il profilo di una ricercatrice instancabile

La figura di Monica Montefalcone emerge dai racconti dei colleghi come quella di una professionista dalla competenza assoluta, definita dal preside Giorgio Bavestrello come la subacquea più esperta di tutto il dipartimento. Con migliaia di ore di immersione alle spalle e una profonda conoscenza dei fondali maldiviani, la docente rappresentava l’eccellenza nella ricerca sul campo. Era una donna dotata di un’energia straordinaria, soprannominata scherzosamente panzer per la sua determinazione nel portare avanti le missioni scientifiche anche nelle condizioni più complesse. La sua attività non si limitava alle aule universitarie, poiché Monica credeva fermamente che la scienza dovesse essere vissuta direttamente a contatto con l’ambiente naturale, trasmettendo questa passione viscerale ai suoi numerosi studenti e collaboratori.

Le immagini che testimoniano una vita per il mare

Nelle ultime ore è tornato a circolare sui social network un video risalente al 2021 che ritrae la professoressa durante una spedizione scientifica passata. In quel filmato Monica appare solare e sorridente, pronta a guidare il suo team in una nuova esplorazione a bordo delle imbarcazioni della Albatros Top Boat, la compagnia con cui collaborava da tempo per le sue ricerche. Le immagini mostrano chiaramente la sua capacità di coniugare il rigore scientifico con una grande dote comunicativa, mentre spiega gli obiettivi della missione: monitorare lo stato dei coralli, studiare la topografia del reef e valutare l’indice di conservazione delle aree protette. Quel video oggi assume un significato doloroso, trasformandosi in un testamento spirituale della sua dedizione verso il mare e verso la formazione delle nuove generazioni di biologi marini.

Video

Il mistero della grotta sommersa

Le dinamiche dell’incidente restano ancora avvolte nel mistero, sebbene la Procura di Roma abbia già avviato un’indagine ufficiale per fare luce sulla vicenda. Il recupero dei corpi si è presentato fin da subito come un’operazione ad alto rischio, a causa delle caratteristiche morfologiche del sito in cui è avvenuta la tragedia. Si parla di una grotta sommersa, un ambiente che Monica conosceva bene e che, a differenza di altri siti tristemente noti per il fango e la scarsa visibilità, presentava un fondo duro e acque limpide. Nonostante l’esperienza della docente e l’affidabilità del diving di supporto, qualcosa è andato storto. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti spaziano da un possibile avvelenamento da gas a un improvviso smarrimento all’interno della cavità, ma l’incredulità resta il sentimento dominante tra chi conosceva la preparazione millimetrica della Montefalcone.

Un lutto che colpisce l’ateneo genovese

L’intero Ateneo di Genova si è stretto attorno alle famiglie delle vittime in un clima di profondo sconforto. La perdita di Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, quest’ultimo così legato alla sua mentore da averle dedicato la propria tesi di laurea, aggrava ulteriormente il bilancio di una tragedia che ha cancellato in un colpo solo un intero gruppo di lavoro. Il personale tecnico e amministrativo del Distav ricorda Monica come una donna gentilissima e solare, capace di instaurare un rapporto umano straordinario con i suoi allievi. Proprio il giorno prima della notizia del decesso, alcuni studenti avevano sostenuto esami con lei o attendevano il suo ritorno per discutere futuri progetti di ricerca. La sua scomparsa rappresenta una perdita inestimabile per la scienza italiana, privandola di una voce autorevole e di una guida preziosa per la difesa degli oceani.

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Ultimo Aggiornamento: 15/05/2026 14:05

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