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“Cos’abbiamo trovato”. Maldive, la scoperta dei soccorritori sul corpo di Gianluca

Pubblicato: 16/05/2026 08:49

È di Gianluca Benedetti il primo corpo recuperato dopo la tragedia avvenuta nelle acque delle Maldive, dove cinque sub italiani hanno perso la vita durante un’immersione nell’atollo di Vaavu. Le prime informazioni diffuse nelle ore successive al dramma avevano indicato come prima vittima la biologa genovese Monica Montefalcone, ma il ritrovamento effettuato dai soccorritori ha poi chiarito l’identità del sub recuperato. L’istruttore e capobarca padovano è stato trovato all’interno di una grotta sommersa a circa 50 metri di profondità, con la bombola completamente scarica.

Un dettaglio che sta assumendo un peso centrale nelle indagini. Secondo una delle ipotesi investigative principali, il gruppo potrebbe essere rimasto intrappolato nella cavità subacquea fino all’esaurimento dell’ossigeno, senza riuscire a trovare una via d’uscita. Le ricerche degli altri quattro italiani, sospese nelle scorse ore a causa del maltempo e del mare agitato, riprenderanno oggi 16 maggio.

A coordinare le operazioni è la Maldives National Defense Force, che ha confermato come il corpo di Benedetti sia stato individuato nella seconda di tre cavità collegate tra loro. Gli investigatori ritengono che gli altri sub possano trovarsi nella terza e ultima parte del sistema di grotte, a circa 60 metri di profondità, un’area ancora inesplorata a causa delle condizioni estreme del mare.

Le operazioni di recupero si stanno rivelando particolarmente complesse. Pioggia battente, vento forte e onde alte hanno costretto guardia costiera e squadre di soccorso a interrompere più volte le immersioni. Anche la “Duke of York”, l’imbarcazione da cui il gruppo era partito per l’escursione subacquea, non è riuscita a rientrare nel porto di Malé. A bordo si trovano altri venti italiani, tutti rimasti illesi.

La tragedia si è consumata giovedì mattina durante un’immersione organizzata nell’ambito di una crociera scientifica. I cinque sub si erano immersi intorno alle 11 e avrebbero dovuto riemergere entro circa un’ora. Quando a mezzogiorno non sono tornati in superficie, l’equipaggio ha immediatamente lanciato l’allarme.

Insieme a Benedetti si trovavano la docente di Ecologia dell’Università di Genova Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino e l’istruttore subacqueo Federico Gualtieri. Tutti esperti e con una lunga esperienza nel settore delle immersioni, circostanza che rende ancora più difficile comprendere cosa sia accaduto nella grotta sommersa.

Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi. Tra quelle al vaglio ci sono un possibile problema tecnico alle bombole, la perdita dell’orientamento all’interno dei cunicoli sommersi oppure forti correnti che avrebbero impedito al gruppo di risalire in superficie. Al momento, però, il dettaglio considerato più significativo resta proprio la bombola di Benedetti completamente esaurita, elemento che farebbe pensare a una lunga permanenza sott’acqua.

Nel frattempo la polizia maldiviana ha iniziato ad ascoltare i testimoni presenti sulla “Duke of York” e sta acquisendo tutta la documentazione relativa all’attrezzatura utilizzata durante l’immersione. Sotto esame ci sono anche le procedure di sicurezza adottate prima della discesa e la preparazione delle bombole. Parallelamente, anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo e attende gli atti dalle autorità locali.

Restano inoltre da chiarire le reali condizioni meteo al momento dell’immersione. Alcune prime ricostruzioni parlavano di allerta gialla, ma diversi testimoni presenti sulla barca hanno raccontato di un mare relativamente tranquillo e di una visibilità considerata ottima per le immersioni. Carlo Sommacal, marito della professoressa Montefalcone, ha inoltre sottolineato come la moglie fosse una sub molto esperta e particolarmente prudente.

Le ricerche riprenderanno oggi con un nuovo tentativo di raggiungere la terza cavità sommersa, il punto dove si teme possano trovarsi gli altri quattro italiani. Le autorità maldiviane hanno definito l’operazione “ad altissimo rischio” a causa della profondità e della conformazione estremamente complessa della grotta. Sul posto potrebbero arrivare anche specialisti della Dan Europe, fondazione internazionale esperta in medicina e sicurezza subacquea, pronta a collaborare alle operazioni di recupero e alle indagini sulla tragedia.

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Ultimo Aggiornamento: 16/05/2026 08:50

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