
Tre telefonate di pochi secondi, concentrate nei giorni immediatamente precedenti al delitto di Garlasco, sono oggi al centro della nuova inchiesta su Andrea Sempio. Per gli investigatori quei contatti verso casa Poggi rappresentano un dettaglio tutt’altro che marginale: due chiamate effettuate il 7 agosto 2007, della durata di 2 e 8 secondi, e una terza l’8 agosto, durata 21 secondi. Elementi che, secondo la Procura di Pavia, potrebbero assumere un peso indiziario significativo nel quadro investigativo riaperto a distanza di anni.
A rendere il quadro ancora più delicato sono le spiegazioni fornite dallo stesso Sempio durante gli interrogatori. Cinque giorni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, l’allora 19enne venne ascoltato come persona informata sui fatti e spiegò quelle chiamate come un semplice errore. Disse di aver cercato l’amico Marco Poggi, fratello della vittima, ma di aver selezionato accidentalmente il numero di casa invece di quello del cellulare. Secondo il suo racconto, avrebbe parlato direttamente con Chiara, che gli avrebbe detto che Marco si trovava in vacanza.

Una versione che Sempio ribadì anche l’anno successivo, durante una nuova audizione. In quell’occasione raccontò di avere in rubrica sia il numero fisso della famiglia Poggi sia quello del cellulare di Marco, salvati rispettivamente come “Poggi casa” e “Poggi cell”. Dopo non essere riuscito a contattare l’amico sul telefonino, avrebbe provato a chiamare il fisso di casa, ricevendo risposta da una voce femminile che gli confermava l’assenza di Marco perché in vacanza in Trentino.
Ma proprio su questo punto emergono i dubbi degli investigatori. Nell’informativa dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano viene sottolineato come Sempio, nelle prime dichiarazioni, avrebbe “semplificato” le tre telefonate parlando inizialmente di un unico errore. Un dettaglio che per gli investigatori non sarebbe coerente con i tabulati telefonici acquisiti nel corso delle indagini.
Dall’analisi del traffico telefonico della famiglia Poggi tra gennaio e agosto 2007, infatti, emerge un elemento considerato sospetto: le telefonate del 7 e 8 agosto rappresenterebbero un’anomalia assoluta. Secondo i carabinieri, non risultano infatti altri contatti simili effettuati dal cellulare di Sempio verso il numero fisso dei Poggi, ad eccezione di tre chiamate notturne ritenute però compatibili con telefonate fatte da Marco Poggi utilizzando il telefono dell’amico.
Gli investigatori ricordano inoltre le dichiarazioni rese da Rita Preda, madre di Chiara, secondo cui sia Marco che la figlia erano soliti telefonare a casa quando stavano per rientrare. Proprio per questo motivo le tre chiamate notturne registrate nei mesi precedenti sarebbero considerate perfettamente spiegabili e non riconducibili all’“errore” raccontato da Sempio.
Il punto centrale dell’inchiesta, però, resta un altro: secondo i carabinieri, in otto mesi non sarebbe mai stato registrato alcun errore di chiamata da parte di Sempio verso casa Poggi, fatta eccezione per quelli avvenuti proprio nei giorni immediatamente precedenti all’omicidio. Un elemento definito nell’informativa come un vero e proprio “unicum”.
Anche i contatti tra le utenze domestiche delle due famiglie sarebbero praticamente inesistenti. Dalle verifiche emerge infatti una sola telefonata tra i due numeri fissi, datata 1 gennaio 2007 e partita dalla villetta di via Pascoli verso casa Sempio. Per gli investigatori questo confermerebbe ulteriormente come le chiamate del 7 e 8 agosto rappresentino un episodio isolato e anomalo.
Infine, un ulteriore dettaglio annotato dagli investigatori riguarda la conoscenza da parte di Sempio degli spostamenti di Marco Poggi. Durante un interrogatorio, infatti, il giovane avrebbe ammesso di sapere che l’amico si trovava in montagna e che il cellulare risultava irraggiungibile per mancanza di campo. Un particolare che, secondo gli inquirenti, potrebbe avere un peso nella ricostruzione complessiva dei fatti attorno al delitto di Garlasco.


