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Virus Ebola, il ministero della Saluta lancia l’allarme: dai viaggi ai contatti, ecco cosa fare

Pubblicato: 19/05/2026 14:17

Il ministero della Salute ha attivato misure di sorveglianza sanitaria per il personale proveniente dalle aree colpite dal focolaio di virus Bundibugyo, una variante del virus Ebola registrata tra la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda. La decisione è contenuta in una nuova circolare pubblicata sul sito del ministero in attesa di ulteriori indicazioni da parte dell’Oms, che nelle prossime ore dovrebbe riunire il Comitato d’emergenza internazionale.

Il provvedimento riguarda operatori sanitari, cooperanti e personale logistico impiegato nelle attività di supporto umanitario nelle zone interessate dall’epidemia. Nel documento si sottolinea come la diffusione del virus e l’incertezza sull’estensione reale del focolaio rendano necessarie misure preventive rafforzate.

La circolare evidenzia inoltre la mancanza di terapie specifiche o vaccini approvati contro il virus Bundibugyo. Proprio per questo il ministero della Salute ha scelto di applicare il principio di massima cautela nei confronti di tutto il personale proveniente da Congo e Uganda.

Tra le misure previste compare una dichiarazione sanitaria obbligatoria, che dovrà essere compilata e trasmessa almeno 48 ore prima della partenza dalle aree a rischio. Il modulo dovrà attestare, tramite autodichiarazione del cooperante, l’assenza di sintomi compatibili con l’infezione.

Alla documentazione si aggiunge anche una scheda anamnestica destinata alla registrazione dei dati sanitari del viaggiatore. Il controllo verrà effettuato dagli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf-Sasn), competenti per il monitoraggio sanitario negli aeroporti e nei punti di ingresso italiani.

Nel caso di rientro in Italia tramite mezzi diversi dall’aereo, come auto, treni o autobus, la stessa scheda dovrà essere compilata dal medico dell’Asl territorialmente competente al momento dell’avvio della sorveglianza sanitaria.

Il ministero ha inoltre disposto procedure di screening sanitario negli ambulatori Usmaf. Il personale incaricato provvederà alla misurazione della temperatura corporea e alla verifica delle informazioni sanitarie fornite dal soggetto rientrato dalle aree colpite dal focolaio.

Particolare attenzione viene riservata anche ai cosiddetti contatti a basso rischio. La circolare raccomanda infatti di mantenere comunque la sorveglianza sanitaria anche per gli operatori che dichiarano di non aver avuto esposizioni dirette al virus nei 21 giorni precedenti.

Un altro punto centrale riguarda il ruolo delle compagnie aeree. Il ministero della Salute chiede ai vettori di segnalare tempestivamente eventuali casi sospetti di malattie infettive a bordo degli aeromobili e di collaborare nella raccolta dei Passenger Locator Form, fondamentali per la tracciabilità dei contatti.

Nonostante l’allerta sanitaria, il documento chiarisce che al momento non sono previste restrizioni ai viaggi o chiusure delle frontiere. L’Oms continua infatti a raccomandare di non bloccare il traffico internazionale, puntando invece su informazione, monitoraggio sanitario e rapida individuazione dei casi sospetti.

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