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È morta Paola Valpreda

Pubblicato: 21/05/2026 13:45

Ci sono vicende che iniziano come normali richieste di aiuto e che nel giro di poche ore si trasformano in tragedie difficili da comprendere. Una chiamata al 118, il trasporto in ospedale, una visita medica e poi il ritorno a casa. Passaggi che sembrano appartenere alla routine quotidiana della sanità e che invece, in alcuni casi, diventano il centro di interrogativi profondi da parte delle famiglie.

È in questo clima di dolore e domande ancora senza risposta che si inserisce la morte di una docente torinese di 59 anni, trovata senza vita nel proprio appartamento poche ore dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso. Una vicenda che ora sarà oggetto di accertamenti giudiziari per chiarire cosa sia accaduto nelle ultime ore di vita della donna.

La vittima è Paola Valpreda, insegnante di lettere del liceo scientifico Gobetti di Torino. La professoressa è stata trovata morta nel suo appartamento di via Luigi Cibrario, dove viveva da sola. Secondo i primi riscontri investigativi, poche ore prima del decesso si era recata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria dopo aver accusato problemi di salute.
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L’inchiesta della Procura di Torino

Dopo il ritrovamento del corpo, la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause del decesso e ricostruire con precisione la sequenza degli eventi.

La pm Rossella Salvati ha disposto l’autopsia sul corpo della docente, esame che dovrà fornire elementi utili a comprendere le condizioni cliniche della donna e le eventuali cause che hanno portato alla morte.

Le indagini si concentrano soprattutto sulle ore successive alle dimissioni dal pronto soccorso e sulla situazione sanitaria della professoressa nei giorni precedenti al decesso.

Secondo quanto emerso, la donna era figlia dell’ex assessore regionale alla Sanità Mario Valpreda.

I malori e il trasporto in ospedale

La sera di martedì 19 maggio, Paola Valpreda avrebbe accusato nausea e forti dolori addominali che, secondo quanto riferito dai familiari, andavano avanti già da alcuni giorni.

La docente avrebbe quindi richiesto l’intervento del 118. I sanitari sono arrivati nella sua abitazione, situata al terzo piano di un palazzo di via Luigi Cibrario, e l’hanno trasportata al vicino ospedale Maria Vittoria.

Nella struttura sanitaria la donna sarebbe rimasta per circa due ore. Successivamente sarebbe stata dimessa dopo la somministrazione di un farmaco, il Plasil, come raccontato dal fratello Andrea.

Secondo una prima analisi esterna effettuata dal medico legale, il decesso potrebbe essere avvenuto poco dopo il rientro a casa dall’ospedale.

Il cellulare sequestrato e le ultime ore della docente

Nel corso degli accertamenti, i carabinieri hanno sequestrato il cellulare della professoressa. Il telefono risultava ancora collegato a WhatsApp dalla sera del ricovero, elemento che potrebbe aiutare gli investigatori a ricostruire le ultime ore di vita della donna e gli eventuali contatti avuti poco prima della morte.

Gli inquirenti stanno cercando di capire se la docente abbia manifestato ulteriori sintomi dopo il rientro nell’appartamento o se vi siano stati tentativi di contatto rimasti senza risposta.

L’attenzione degli investigatori si concentra anche sulla tempistica delle dimissioni dal pronto soccorso e sulle condizioni cliniche della 59enne al momento del ritorno a casa.

Carabinieri impegnati nei rilievi e negli accertamenti sul posto

L’allarme dei colleghi del liceo Gobetti

Paola Valpreda era in congedo per malattia proprio a causa dei problemi gastrointestinali accusati nei giorni precedenti.

Non avendo più notizie della docente, alcuni colleghi del liceo Gobetti hanno iniziato a cercarla telefonicamente senza però riuscire a contattarla.

La mattina successiva, un insegnante si è recato direttamente davanti all’abitazione di via Cibrario. Non ricevendo risposta, avrebbe lasciato un biglietto sotto la porta e successivamente sarebbero stati allertati i carabinieri.

I militari hanno quindi forzato la porta dell’appartamento trovando il corpo senza vita della professoressa all’interno della casa.

La richiesta di chiarezza della famiglia

Il fratello della vittima, Andrea Valpreda, ha spiegato agli investigatori che la sorella aveva affrontato in passato alcuni problemi di salute e che era stata operata due anni fa nello stesso ospedale.

“Adesso stava bene, dopo un periodo di riabilitazione”, avrebbe riferito ai carabinieri.

La famiglia ha deciso di affidarsi all’avvocata Francesca Perotto per seguire gli accertamenti e fare piena luce su quanto accaduto, con particolare attenzione alle modalità e alle tempistiche delle dimissioni dal pronto soccorso.

Il cordoglio del liceo Gobetti

Profondo il cordoglio espresso dal liceo scientifico Gobetti, dove Paola Valpreda insegnava da anni.

Sul sito ufficiale della scuola è stato pubblicato un messaggio dedicato alla docente: “Con profondo dolore annunciamo la scomparsa della nostra professoressa Paola Valpreda. Tutti noi la ricordiamo per la determinazione, l’incisività e la dedizione con cui ha sempre svolto il suo lavoro, rappresentando per anni una vera colonna della nostra comunità scolastica”.

Nel messaggio il liceo ricorda anche la vicinanza dimostrata nei confronti della docente durante il periodo di malattia: “In questo difficile percorso è stata accompagnata con affetto, vicinanza e cura da tutti noi fino all’ultimo giorno della sua vita. Ci stringiamo con commozione attorno alla sua famiglia e a tutte le persone che le hanno voluto bene”.

L’autopsia e gli accertamenti investigativi saranno ora fondamentali per chiarire definitivamente le cause della morte della professoressa e verificare ogni aspetto delle ultime ore trascorse tra il pronto soccorso e il rientro nella sua abitazione.

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