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Terremoto Campi Flegrei, in corso un nuovo sciame sismico: cresce la preoccupazione

Pubblicato: 21/05/2026 17:02

Il 21 maggio 2026 i Campi Flegrei sono tornati al centro dell’attenzione mediatica e scientifica a causa di un nuovo sciame sismico che ha scosso l’area flegrea. L’evento principale, registrato alle ore 5:50 del mattino, ha raggiunto una magnitudo di 4,4 ed è stato localizzato nel Golfo di Pozzuoli, a una distanza di circa due chilometri dal comune di Bacoli. La profondità stimata dell’ipocentro è di circa 3 chilometri, un dato che si inserisce perfettamente nella dinamica strutturale di questa complessa caldera vulcanica. Nonostante la comprensibile preoccupazione della popolazione locale, gli esperti invitano alla calma e alla razionalità, sottolineando che tutti i parametri rilevati si mantengono in linea con la sismicità e i fenomeni osservati negli ultimi tempi nella regione campana.

Il contesto del bradisismo flegreo

La direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Lucia Pappalardo, ha rilasciato importanti dichiarazioni per inquadrare correttamente la situazione attuale. La studiosa ha spiegato che l’assenza prolungata di eventi sismici ad alta energia, successiva al terremoto di magnitudo 4 del primo settembre 2025, ha generato una sorta di illusione psicologica nella popolazione, portando a pensare che la crisi fosse in via di risoluzione. La realtà scientifica mostra invece che il fenomeno del bradisismo non si sta fermando. Nel corso della storia recente dei Campi Flegrei si sono già verificati periodi di relativa quiete alternati a picchi di attività, ma l’attività sismica di fondo non si è mai interrotta definitivamente, proseguendo semplicemente con un rilascio di energia più basso e meno percepibile dai cittadini.

I dati sul sollevamento e sul degassamento

L’analisi dell’evoluzione del suolo e delle emissioni gassose conferma la stabilità del trend in atto. I parametri legati al sollevamento del terreno proseguono con lo stesso ritmo registrato nei mesi precedenti. In particolare, a partire dal mese di febbraio viene misurato un innalzamento costante della superficie pari a 1 centimetro al mese. Parallelamente, l’attività idrotermale mostra dati stabili e significativi, con un degassamento di 1300 tonnellate al giorno rilevato proprio al centro della Solfatara. Sulla base di queste evidenze scientifiche, la comunità degli esperti si attende per i prossimi mesi una sismicità non diversa da quella osservata nel 2025, l’anno in cui è stato registrato il forte terremoto di magnitudo 4,6, che rappresenta tuttora l’evento energetico più rilevante da quando è attiva la moderna rete di monitoraggio sismico sviluppata a partire dagli anni ottanta.

Le indagini strumentali approfondite condotte dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia permettono di ricostruire con precisione ciò che sta accadendo nelle viscere della terra. Le analisi della crosta profonda suggeriscono l’esistenza di una zona maggiormente porosa e permeabile situata a una profondità compresa fra i 3 e i 4 chilometri, all’interno della quale si sta verificando un progressivo accumulo di fluidi magmatici. Questa complessa dinamica di risalita dei gas e dei liquidi caldi è la principale responsabile delle deformazioni del suolo e dei continui terremoti superficiali che spaventano la popolazione. Per quanto riguarda invece la massa magmatica principale, i dati geofisici confermano che il magma vero e proprio si trova a una profondità maggiore, stimata con precisione tra i 7 e gli 8 chilometri al di sotto della superficie terrestre.

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Ultimo Aggiornamento: 21/05/2026 17:11

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