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Messina Denaro, indagate le sorelle ma non andranno in carcere: ecco perché

Pubblicato: 21/05/2026 17:13

Le sorelle di Matteo Messina Denaro, Giovanna e Bice Messina Denaro, sono indagate con l’accusa di procurata inosservanza della pena per avere agevolato la latitanza del capomafia di Castelvetrano durante il lungo periodo in cui era ricercato dalle autorità.

La Procura di Palermo aveva inizialmente contestato alle due donne il reato di associazione mafiosa e aveva richiesto l’applicazione di una misura cautelare. Il giudice, pur riconoscendo la presenza di gravi indizi di colpevolezza, ha però riqualificato l’accusa in procurata inosservanza della pena e non ha disposto alcun arresto, ritenendo assenti le esigenze cautelari anche alla luce della morte del boss, avvenuta nel settembre 2023.

Contro questa decisione i pubblici ministeri hanno presentato appello al Tribunale del Riesame, chiedendo una nuova valutazione del provvedimento.

Sul fronte giudiziario, resta detenuta soltanto Rosalia Messina Denaro, una delle tre sorelle del capomafia, che sta scontando una condanna definitiva a 14 anni per associazione mafiosa. La sorella Patrizia Messina Denaro, dopo aver scontato una pena di 14 anni e mezzo per reati di mafia, è tornata in libertà nel luglio scorso. Libero anche il fratello maggiore Salvatore Messina Denaro.

Risultano ancora detenuti alcuni familiari strettamente legati al clan. Tra questi Francesco Guttadauro, figlio di Rosalia, mentre il padre Filippo Guttadauro è sottoposto al cosiddetto ergastolo bianco. In carcere anche Gaspare Como, marito di Bice Messina Denaro, condannato in appello a 22 anni per mafia. La sua posizione è tornata all’esame dei giudici dopo che la Cassazione ha disposto un nuovo giudizio di secondo grado per il ricalcolo della pena.

È invece deceduto in carcere Rosario Allegra, marito di Giovanna Messina Denaro. Ha infine terminato di scontare la propria condanna a otto anni ed è stato scarcerato Vincenzo Panicola, marito di Patrizia Messina Denaro.

Nell’ambito delle stesse indagini, i carabinieri e i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno eseguito una perquisizione nello studio dell’ex avvocata del boss, attività investigativa che si inserisce nel più ampio filone volto a ricostruire la rete di fiancheggiatori che avrebbe sostenuto la lunga latitanza di Matteo Messina Denaro.

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