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“Ipocrita!”. L’affondo di Conte contro Meloni: tensione alle stelle

Pubblicato: 22/05/2026 11:18

Le tensioni politiche sullo scenario internazionale e sulle scelte del governo italiano tornano al centro del dibattito con parole destinate a far discutere. In un’intervista rilasciata a Repubblica, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte interviene su diversi dossier, dalla politica estera alla difesa europea, fino alla legge elettorale e alle misure economiche del governo guidato da Giorgia Meloni.

Al centro delle sue dichiarazioni, soprattutto, il giudizio sull’atteggiamento dell’esecutivo nei confronti di Israele e sulla gestione delle relazioni internazionali nel contesto del conflitto in Medio Oriente.

Israele e Flotilla, le accuse a Meloni

Secondo Conte, il presunto cambio di posizione della premier su Israele non sarebbe dettato da una reale evoluzione politica, ma da ragioni interne legate al consenso.

Il leader del M5s parla apertamente di una “finta giravolta ipocrita”, sostenendo che tra la precedente e l’attuale posizione del governo non vi sarebbe alcuna differenza sostanziale nella gestione dei casi legati alla Flotilla.

Nel suo ragionamento, gli episodi di abbordaggio in acque internazionali e il trattamento riservato ai cittadini coinvolti configurerebbero, a suo giudizio, un quadro coerente tra le diverse missioni, senza cambiamenti significativi nell’approccio del governo italiano.

Conte collega invece la variazione di tono dell’esecutivo a una dinamica politica interna, sostenendo che la maggioranza stia affrontando una fase di difficoltà legata al consenso e agli esiti del recente confronto referendario sulla giustizia.

La posizione su politica estera e Gaza

Nel corso dell’intervista a Repubblica, Conte interviene anche sul conflitto in Medio Oriente e sulle scelte dell’Italia in sede europea.

Secondo il leader pentastellato, il governo italiano avrebbe avuto un ruolo determinante nel bloccare iniziative comunitarie più rigide nei confronti di Israele, contribuendo a mantenere lo status di partner privilegiato dell’Unione europea.

Conte definisce “gravissimo” il quadro umanitario a Gaza e sostiene che la risposta internazionale avrebbe dovuto includere misure più incisive, come la sospensione della cooperazione militare e l’introduzione di sanzioni politiche e diplomatiche.

Tra le misure indicate anche il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina, che secondo il leader M5s avrebbe dovuto rappresentare una priorità della diplomazia europea.

Difesa europea e spesa militare

Un altro passaggio centrale riguarda il tema della difesa europea, tornato attuale dopo le discussioni sul progressivo ridimensionamento della presenza militare statunitense nel continente.

Conte sostiene la necessità di una strategia comune europea, ma critica l’attuale impostazione della spesa militare, definita inefficiente e frammentata.

Secondo la sua visione, una difesa comune dovrebbe consentire economie di scala e una razionalizzazione dei costi, liberando risorse da destinare a settori sociali come scuola e sanità.

Il leader del M5s contrappone questa prospettiva a quella che definisce una deriva verso un’economia di guerra, ritenuta incompatibile con il modello sociale europeo.

Economia, natalità e misure sociali

Nel colloquio con Repubblica, Conte affronta anche il tema della crisi demografica evidenziata dai dati Istat sulla denatalità e sulla crescente rinuncia alla genitorialità da parte degli italiani.

Secondo il leader pentastellato, le politiche dell’attuale governo non sarebbero sufficienti a invertire il trend, citando tagli a misure di sostegno come i bonus per la prima casa, gli aiuti per gli affitti e il dibattito sul salario minimo.

In una futura ipotesi di governo, il M5s punta a un rafforzamento delle politiche sociali e familiari, ma anche a una revisione delle priorità di spesa pubblica.

Tra le coperture indicate da Conte figurano la revisione degli extraprofitti in settori strategici come energia, banche e industria militare, oltre a una rimodulazione degli impegni europei sul riarmo.

Legge elettorale e rapporto con la maggioranza

Ampio spazio nell’intervista è dedicato anche alla riforma della legge elettorale, tema su cui si registra un confronto politico aperto tra maggioranza e opposizione.

Conte si mostra scettico rispetto alla possibilità di un accordo con il governo e interpreta le attuali proposte come strumenti per consolidare il potere dell’esecutivo.

Pur commentando le aperture arrivate da alcune figure dell’opposizione, il leader M5s esclude una disponibilità a sostenere un impianto elettorale che giudica sbilanciato, soprattutto per la presenza di un premio di maggioranza definito eccessivo.

Un confronto politico sempre più acceso

Le dichiarazioni rilasciate da Giuseppe Conte a Repubblica si inseriscono in un contesto politico particolarmente teso, segnato dal confronto su politica estera, manovra economica e riforme istituzionali.

Le sue parole su Giorgia Meloni, sulla gestione del dossier Israele e sulle scelte del governo in ambito europeo contribuiscono ad alimentare un dibattito già fortemente polarizzato, destinato a proseguire nei prossimi passaggi parlamentari e nelle prossime scelte di politica economica e internazionale.

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