
Il quadro politico italiano si mostra in una fase di sensibile assestamento, caratterizzato da oscillazioni che ridisegnano i rapporti di forza tra i principali schieramenti. L’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto Swg per il Tg La7, diffuso nella serata di lunedì 25 maggio 2026, mette in luce una tendenza evidente: il rallentamento della forza di maggioranza relativa e la contemporanea ripresa delle opposizioni di sinistra e progressiste. Sebbene le distanze rimangano significative, le variazioni registrate nell’arco di una sola settimana indicano che gli equilibri interni alla politica nazionale sono tutt’altro che congelati, risentendo in modo diretto del dibattito pubblico e delle recenti dinamiche socio-economiche.
Fratelli d’Italia frena ma resta in vetta
Il partito guidato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, subisce una battuta d’arresto che, pur non compromettendo il primato della formazione politica, rappresenta un segnale di allarme per la coalizione di governo. Fratelli d’Italia cala dello 0,4% rispetto alla rilevazione precedente, scivolando così al 28,1% delle preferenze. Questo decremento testimonia una leggera erosione del consenso, probabilmente legata alla gestione di dossier economici complessi e alle inevitabili usure che colpiscono i partiti di governo sul lungo periodo. Nonostante questa flessione, la leadership della premier non appare immediatamente minacciata, anche se lo scarto rispetto agli inseguitori si fa progressivamente meno rassicurante.
Partito democratico in crescita costante
Sul fronte dell’opposizione, la principale forza politica raccoglie i frutti di una mobilitazione costante e di una linea politica che sembra intercettare il malcontento di una parte dell’elettorato. Il Partito democratico guidato da Elly Schlein guadagna lo 0,3%, portandosi a quota 22,5%. Questo balzo in avanti consente ai democratici di accorciare le distanze dalla vetta della classifica e di consolidare il proprio ruolo di perno dell’alternativa al centrodestra. Il risultato premia gli sforzi della segretaria nel tentativo di compattare l’area riformista e di porre l’accento su tematiche legate ai diritti sociali e al lavoro.
Movimento 5 stelle guadagna terreno
Un altro dato rilevante sul versante delle opposizioni riguarda la formazione guidata da Giuseppe Conte, che mostra segnali di vitalità significativi. Il Movimento 5 Stelle sale dello 0,2%, attestandosi al 12,7%. I progressi del movimento confermano la tenuta del blocco progressista e la capacità di Conte di mantenere un elettorato fedele, facendo leva su battaglie storiche e su una forte opposizione alle riforme istituzionali dell’esecutivo. La crescita parallela di Pd e Cinque Stelle suggerisce una potenziale convergenza delle forze di minoranza, anche se la competizione per la leadership dell’area progressista resta aperta.
Gli altri partiti
Subito fuori dal podio dei partiti più votati, si registra una contrazione per la forza politica centrista della maggioranza. Forza Italia cede lo 0,2% e si stabilizza al 7,4% delle intenzioni di voto. Il partito guidato dal segretario Antonio Tajani soffre la pressione delle altre forze della coalizione e fatica a trovare uno spazio autonomo che possa garantire una crescita costante. La perdita di decimali, per quanto contenuta, evidenzia le difficoltà nel trattenere l’elettorato moderato, insidiato sia dalle spinte più a destra sia dai tentativi di riposizionamento delle forze di centro.
Anche la formazione ecologista e della sinistra radicale fa registrare un piccolo passo indietro nella considerazione degli elettori. Verdi e Sinistra passano dal 6,7% al 6,6%, perdendo un decimo di punto percentuale in una settimana. Questo dato mostra una sostanziale stabilità per un’area politica che ha recentemente vissuto momenti di forte visibilità, ma che ora deve consolidare la propria base elettorale per evitare di essere riassorbita dai partiti maggiori dello schieramento progressista.
In un panorama caratterizzato da molti cambiamenti, il partito di via Bellerio rappresenta l’elemento di assoluta continuità della settimana. La Lega di Matteo Salvini rimane inchiodata al 6,0%, senza far registrare alcuna variazione percentuale rispetto alla scorsa settimana. Questa stabilità mette in luce una fase di stallo per il Carroccio, che non riesce a recuperare il terreno perduto nei mesi passati ma che, allo stesso tempo, sembra aver trovato una base di resistenza elettorale difficile da intaccare, nonostante la concorrenza interna alla stessa area di governo.
La vera sorpresa nel campo della destra dello scacchiere politico è rappresentata dal trend di crescita di una forza emergente. Futuro Nazionale aumenta il consenso al 4,3%, mettendo a segno un progresso di due decimi rispetto al precedente 4,1%. Il partito guidato da Roberto Vannacci dimostra di avere un forte appeal su una fetta di elettorato radicale, capitalizzando su posizioni intransigenti e staccando in modo netto i diretti concorrenti dell’area moderata e centrista.
I partiti che si collocano nell’area intermedia tra i due poli principali faticano a trovare una quadra e rimangono confinati in percentuali ridotte. Azione di Carlo Calenda resta ferma al 3,5%, non mostrando segni di reazione, mentre Italia Viva di Matteo Renzi si ferma al 2,5%. Più staccate si posizionano le formazioni minori come +Europa al 1,4% e Noi Moderati al 1,3%, configurando uno scenario in cui il centro politico fatica a esprimere una proposta attrattiva e unitaria per i cittadini.


