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“Vi denuncio”. La7 nei guai, La Russa dichiara guerra: scontro totale

Pubblicato: 28/05/2026 21:33

Il panorama politico e mediatico italiano si arricchisce di un nuovo capitolo di scontro frontale che vede coinvolti i vertici delle istituzioni e il mondo dell’informazione televisiva. Durante una recente partecipazione alla trasmissione Dritto e rovescio in onda su Rete 4, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha manifestato la ferma intenzione di intraprendere una dura battaglia legale nei confronti della rete televisiva La7. La decisione scaturisce da alcune dichiarazioni trasmesse nel corso del programma Di Martedì, giudicate dal rappresentante delle istituzioni come gravemente lesive della propria onorabilità e della memoria storica legata alla sua famiglia. La Russa ha esplicitato la volontà di ricorrere alle vie giudiziarie in sede civile, segnando un punto di svolta rispetto alla sua personale condotta passata nei confronti degli operatori della comunicazione.

Le ragioni del contenzioso legale

Alla base della reazione del presidente del Senato vi sono alcune specifiche affermazioni pronunciate da un ospite durante la trasmissione condotta da Giovanni Floris. Secondo quanto riferito dallo stesso La Russa, un interlocutore televisivo avrebbe rievocato gli anni settanta attribuendo ai fratelli La Russa la condotta di tenere comizi politici e, subito dopo, distribuire ordigni ai giovani manifestanti. Questa ricostruzione dei fatti storici è stata fermamente respinta dall’esponente di Fratelli d’Italia, che ha ravvisato nel resoconto un attacco intollerabile alla propria reputazione. La querela annunciata non sarà indirizzata direttamente all’autore delle dichiarazioni, la cui identità non è stata precisata dal presidente, bensì all’editore e alla rete televisiva che ha trasmesso l’intervento, considerata responsabile della diffusione di tali contenuti.

L’annuncio della causa civile rappresenta un cambiamento radicale nell’approccio che la seconda carica dello Stato ha sempre mantenuto nei confronti dei giornalisti e dei mezzi di informazione. Ignazio La Russa ha infatti tenuto a precisare di non aver mai denunciato penalmente alcun professionista della stampa nel corso della sua lunga carriera politica. La scelta di adire le vie legali in sede civile contro La7 viene descritta come una decisione inedita e ponderata, resa necessaria dalla gravità delle accuse formulate in diretta tv. Questo passo evidenzia la volontà di porre un limite invalicabile tra la legittima critica politica e la formulazione di accuse che toccano la sfera della responsabilità penale e della violenza storica.

Il dibattito sulla presidenza della Repubblica

Oltre alla vicenda giudiziaria e mediatica, l’intervento del presidente del Senato ha toccato dinamiche politiche di rilievo nazionale, con particolare riferimento ai retroscena che lo vedrebbero come possibile candidato per il Quirinale. La Russa ha risposto apertamente alle critiche e ai costanti attacchi che gli vengono mossi da diverse parti politiche e mediatiche, interpretandoli come una reazione preventiva dettata dalla paura di una sua eventuale ascesa alla massima carica dello Stato. L’esponente della destra italiana ha tuttavia voluto spegnere sul nascere ogni speculazione, smentendo categoricamente l’interesse o la concreta possibilità di una sua corsa alla presidenza della Repubblica, dichiarando sia che non gli verrebbe permesso, sia che non si tratterebbe di un ruolo gradito alle sue personali aspirazioni.

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