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Resti umani in mare, orrore in Italia. Poi l’agghiacciante scoperta: di chi sono, erano scomparsi

Pubblicato: 29/05/2026 13:17

Il mare ha restituito un corpo dopo mesi di ricerche e speranze mai del tutto svanite. Il cadavere di una persona è stato recuperato questa mattina da un peschereccio impegnato in una battuta con reti a strascico nelle acque dell’isola di Tavolara, in Sardegna.

L’allarme è scattato immediatamente dopo il ritrovamento. I marinai a bordo dell’imbarcazione hanno contattato le autorità mentre il corpo veniva trasportato verso il porto di Golfo Aranci, dove sono arrivati gli uomini della Capitaneria di Porto e il magistrato del Tribunale di Tempio Pausania.

Sull’identità della persona recuperata sono ancora in corso tutti gli accertamenti ufficiali, ma le prime indiscrezioni portano a una pista ben precisa. Secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, il corpo potrebbe appartenere a uno dei fratelli Deiana, Lorenzo o Giuseppe, scomparsi nel Golfo di Olbia dalla mattina di Pasqua del 2025.

I due giovani, di 24 e 20 anni, erano usciti il 19 aprile dello scorso anno per una battuta di pesca sportiva a bordo di una piccola imbarcazione in vetroresina lunga circa quattro metri. Da quel momento di loro non si era più avuta alcuna notizia.

La famiglia è stata avvisata del ritrovamento, anche se al momento manca ancora la conferma ufficiale sull’identità del corpo. L’eventuale riconoscimento potrebbe arrivare nelle prossime ore attraverso gli esami medico-legali e gli accertamenti disposti dagli investigatori.

Le ricerche dei due fratelli si erano concentrate soprattutto nella zona di Capo Figari nei giorni successivi alla scomparsa. In quell’area erano stati ritrovati alcuni oggetti personali, tra cui un giubbotto salvagente, un paio di stivali e uno zaino contenente una canna da pesca.

Fu la madre dei ragazzi a riconoscere quegli effetti personali come appartenenti ai due figli, alimentando il timore che il dramma si fosse consumato proprio in quel tratto di mare. Nonostante settimane di ricerche via mare e via aria, però, dei due giovani non era stato trovato alcun altro elemento decisivo.

Gli investigatori avevano tentato anche di ricostruire gli ultimi spostamenti dei fratelli attraverso la geolocalizzazione dei loro cellulari, ma senza risultati concreti. Nel maggio del 2025 la Procura di Tempio Pausania aveva preso in considerazione anche l’ipotesi di una possibile collisione con un’altra imbarcazione.

L’avvocato della famiglia, Pietro Cherchi, aveva chiesto agli inquirenti di acquisire i dati delle applicazioni dedicate al traffico marino per verificare la presenza di natanti davanti a Capo Figari la mattina della scomparsa. Un elemento investigativo che potrebbe ora tornare centrale per fare piena luce sulla tragedia e sul mistero che per oltre un anno ha avvolto i due fratelli.

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