
Competenze, innovazione e intelligenza artificiale. Sono queste le tre parole chiave attorno a cui ruota il messaggio lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nelle sue Considerazioni finali.
Il cuore dell’intervento è un appello rivolto al Paese affinché costruisca le condizioni necessarie per offrire un futuro alle nuove generazioni. Secondo Panetta, la sfida non riguarda soltanto la crescita economica, ma rappresenta una vera responsabilità civile. L’obiettivo è permettere ai giovani di realizzare le proprie aspirazioni e contribuire allo sviluppo dell’Italia.
L’IA come motore della produttività
Per il governatore, la intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per rilanciare la produttività del sistema economico italiano. Tuttavia, il potenziale della tecnologia non si concretizzerà automaticamente.
«L’intelligenza artificiale può divenire una leva decisiva per rilanciare la produttività dell’economia italiana», ha spiegato Panetta, sottolineando però che servono interventi concreti per favorirne la diffusione nelle aziende e nei processi produttivi.
L’Italia, infatti, continua a fare i conti con una crescita debole, una popolazione che invecchia e una crescente difficoltà nel trattenere i giovani più qualificati.
Il problema delle competenze
Uno dei principali ostacoli individuati dal governatore riguarda la formazione. Le competenze rappresentano il presupposto indispensabile per sfruttare le nuove tecnologie.
Nonostante la quota di trentenni laureati sia cresciuta fino al 30%, il dato resta inferiore rispetto a quello delle principali economie europee. Inoltre, una parte consistente dei giovani non laureati non studia e non lavora, mentre tra il 2020 e il 2024 oltre 100 mila laureati hanno lasciato il Paese.
Secondo Panetta si è creato un circolo vizioso: un sistema produttivo poco innovativo genera una domanda insufficiente di lavoro qualificato, scoraggiando gli investimenti nell’istruzione. Allo stesso tempo, la carenza di competenze rende più difficile adottare tecnologie avanzate.
Per invertire questa tendenza occorre agire contemporaneamente sul sistema educativo e sul tessuto imprenditoriale.
Le imprese italiane e il ritardo sull’intelligenza artificiale
La diffusione dell’IA nelle aziende italiane è aumentata negli ultimi anni, ma il suo utilizzo resta ancora limitato.
Attualmente circa il 30% delle imprese utilizza strumenti basati sull’intelligenza artificiale, ma solo il 5% ne fa un uso intensivo e realmente trasformativo. Nella maggior parte dei casi, l’impiego è confinato a funzioni semplici che migliorano la produttività individuale senza modificare in profondità i processi aziendali.
Un ritardo che, secondo Panetta, rischia di ripetere quanto già avvenuto con le tecnologie digitali del passato, quando l’Italia accumulò un gap che ha pesato sulla crescita della produttività per decenni.
Le stime della Banca d’Italia indicano che una diffusione capillare dell’IA potrebbe aumentare la produttività del lavoro di oltre un punto percentuale all’anno.
Il ruolo dell’Europa e dei capitali
Per sostenere l’innovazione, Panetta richiama anche la necessità di rafforzare il mercato europeo dei capitali.
L’Europa dispone di enormi risorse finanziarie, ma spesso fatica a trasformarle in investimenti produttivi. Per questo servono strumenti più efficaci di venture capital, private equity e finanziamenti destinati alle imprese innovative.
Secondo il governatore, il credito bancario da solo non è sufficiente per sostenere la crescita tecnologica e dimensionale delle aziende.
Inflazione e rischi geopolitici
Nel suo intervento, Panetta ha affrontato anche i rischi legati alle tensioni internazionali e ai mercati energetici.
Negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento dei conflitti e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre fino a un punto percentuale alla crescita economica nel biennio 2026-2027. In questo contesto, l’inflazione potrebbe superare il 6%.
La sfida per la politica monetaria della Banca Centrale Europea sarà impedire che il rincaro dell’energia si trasformi in una spirale duratura tra prezzi e salari.
Il futuro passa dai giovani
Nelle conclusioni del suo intervento, Panetta è tornato sul tema centrale del suo discorso: il futuro delle nuove generazioni.
Per il governatore, il successo dell’Italia dipenderà dalla capacità di valorizzare il merito, trattenere i talenti, promuovere l’innovazione e governare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale.
La tecnologia, ha avvertito, non produrrà automaticamente benessere diffuso. Per trasformarla in un’opportunità di crescita sarà necessario accompagnarla con investimenti, formazione e politiche capaci di creare nuove opportunità per i giovani.


