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“Sconto su benzina e diesel”. La mossa del governo: quanto si risparmia e da quando

Pubblicato: 18/09/2026 09:46

Per gli automobilisti si avvicina una nuova fase sul fronte dei prezzi dei carburanti. Dopo mesi caratterizzati da interventi temporanei sulle accise, il sistema degli sconti è destinato a cambiare. La riduzione applicata soprattutto al gasolio non resterà infatti invariata fino alla sua scadenza, ma sarà progressivamente ridimensionata nelle prossime settimane, fino a lasciare spazio a un meccanismo differente.

Il passaggio avverrà all’inizio di ottobre e segnerà la fine del taglio fisso applicato al prezzo alla pompa. Dal 6 ottobre 2026 entreranno in funzione le cosiddette accise mobili, uno strumento che lega l’eventuale riduzione delle imposte all’andamento dei prezzi dei carburanti e, in particolare, agli incassi aggiuntivi ottenuti dallo Stato attraverso l’Iva quando benzina e diesel diventano più costosi.
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Come funzioneranno le accise mobili

Il nuovo meccanismo scatterà da martedì 6 ottobre, una volta concluso il percorso di riduzione degli sconti attualmente in vigore. Da quella data non sarà quindi possibile stabilire in anticipo quale sarà l’entità dello sconto applicato a benzina e gasolio.

Il sistema delle accise mobili esiste già dal 2007, ma il governo ha deciso di modificarlo per renderlo, nelle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, «pienamente operativo».

La stessa Meloni ha spiegato il principio alla base del provvedimento: «Riversiamo i maggiori proventi dello Stato per tornare ad abbassare il più possibile il costo alla pompa».

Per comprendere il funzionamento bisogna distinguere le due principali componenti fiscali presenti nel prezzo del carburante. Quando si effettua un rifornimento, infatti, una parte del prezzo è rappresentata dall’accisa, il cui importo viene stabilito dalla legge, mentre un’altra è costituita dall’Iva, applicata con un’aliquota del 22% sul prezzo complessivo.

È proprio questa differenza a essere centrale nel nuovo sistema. L’accisa rimane infatti sostanzialmente invariata rispetto al prezzo del carburante, mentre l’importo dell’Iva cresce quando aumenta il prezzo alla pompa.

Se, per esempio, un forte aumento del costo del gasolio determina un incremento dell’Iva pari a 4 centesimi per litro rispetto alla situazione precedente, lo Stato può utilizzare quella maggiore entrata per ridurre l’accisa dello stesso importo. In questo modo una parte delle maggiori somme incassate attraverso l’Iva viene restituita indirettamente agli automobilisti attraverso una diminuzione dell’imposta sul carburante.

Il meccanismo rende quindi lo sconto variabile. Non ci sarà più una riduzione stabilita in partenza e valida per un determinato periodo, ma un intervento collegato all’andamento dei prezzi.

Quanto potrebbe valere lo sconto

La principale conseguenza per gli automobilisti riguarda proprio l’incertezza sull’importo della riduzione. Dal 6 ottobre non sarà infatti possibile sapere a priori se il prezzo del carburante beneficerà di uno sconto di pochi centesimi oppure di una riduzione più consistente.

In base all’andamento dei prezzi, la diminuzione potrebbe essere di 2, 5 o 10 centesimi al litro, oppure potrebbe non esserci alcuno sconto. Tutto dipenderà dalla presenza e dall’entità dei maggiori incassi Iva generati dall’aumento del prezzo dei carburanti.

Il sistema delle accise mobili è quindi pensato per intervenire soprattutto quando i prezzi diventano particolarmente elevati. Se invece non si verificassero rincari sufficienti a produrre maggiori entrate Iva, non ci sarebbe necessariamente una somma aggiuntiva da utilizzare per ridurre le accise.

Per gli automobilisti sarà dunque importante seguire l’andamento dei prezzi alla pompa nelle prossime settimane. Il nuovo meccanismo non garantisce infatti uno sconto fisso, ma collega l’eventuale riduzione proprio alla dinamica dei prezzi e delle entrate fiscali.

Gli ultimi tagli sulle accise fino al 5 ottobre

Prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema resta però ancora una fase transitoria. Il governo ha stabilito che gli attuali tagli sulle accise vengano progressivamente ridotti fino alla loro completa eliminazione.

Da venerdì 18 settembre a venerdì 25 settembre, lo sconto sul gasolio sarà pari a 12,2 centesimi al litro, Iva inclusa.

La riduzione verrà poi dimezzata. Dal 26 settembre al 5 ottobre lo sconto scenderà infatti a 6,1 centesimi al litro.

Il calendario è stato previsto dal governo Meloni con l’obiettivo di accompagnare gradualmente la fine degli sconti ed evitare un aumento improvviso del prezzo del carburante alla pompa.

Dal 6 ottobre, invece, il taglio fisso verrà sostituito dal nuovo sistema delle accise mobili.

Per la benzina la situazione è differente. Non essendoci attualmente uno sconto sulle accise, il passaggio previsto per ottobre non comporterà la stessa progressione prevista per il gasolio.

Prezzi della benzina e rincari del gasolio

Il livello dei prezzi rende particolarmente importante il passaggio da un sistema di riduzione fissa a uno variabile. Secondo i dati riportati nel testo, il prezzo medio della benzina in Italia era ieri pari a 2,143 euro al litro sulla rete stradale e a 2,236 euro al litro in autostrada.

Per il gasolio, invece, l’effetto della progressiva riduzione dello sconto potrebbe tradursi in un aumento graduale del prezzo pagato dagli automobilisti.

Il cambiamento sarà quindi particolarmente evidente per chi utilizza il diesel, visto che l’attuale riduzione verrà prima dimezzata e poi sostituita dal nuovo meccanismo.

La differenza rispetto al sistema attuale è soprattutto nella certezza dell’importo: fino al 5 ottobre lo sconto è determinato e può essere calcolato con precisione, mentre dal giorno successivo la riduzione dipenderà dall’andamento del mercato e dalle maggiori entrate Iva.

Niente bonus benzina da 100 euro

Nel frattempo, il governo ha accantonato l’ipotesi di un bonus benzina da 100 euro, una misura che era stata considerata nelle settimane precedenti.

La scelta è stata quella di concentrare le risorse sul provvedimento relativo al bollo auto, rinunciando quindi al bonus destinato direttamente agli automobilisti.

Al suo posto, l’esecutivo ha deciso di puntare sulle accise mobili, con un meccanismo che non prevede un contributo fisso o uno sconto uguale per tutti, ma che lega la riduzione delle accise alla dinamica dei prezzi dei carburanti.

Il passaggio decisivo sarà quindi quello del 6 ottobre 2026. Fino a quel momento continuerà il percorso di riduzione degli sconti sul gasolio. Successivamente, il costo alla pompa sarà influenzato dal nuovo meccanismo e l’eventuale beneficio per gli automobilisti dipenderà dai rincari e dalle conseguenti maggiori entrate dello Stato attraverso l’Iva.

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