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“Il mio dna e di Stasi”. L’intercettazione bomba tra Sempio e il padre

Pubblicato: 30/05/2026 10:55

È una di quelle notizie che arrivano come un colpo secco e riaprono tutto: sul delitto di Garlasco spunta una nuova intercettazione che rimette al centro Andrea Sempio e la sua famiglia, mentre la Procura di Pavia continua a raccogliere elementi nella nuova inchiesta.

Il punto che fa discutere, e che incendia il dibattito online e in tv, è sempre lo stesso: il Dna di Alberto Stasi non sarebbe mai stato trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Un dettaglio tecnico, sì, ma capace di trasformarsi in una domanda enorme quando finisce dentro una conversazione privata che padre e figlio credevano al sicuro e che invece sarebbe stata registrata da una microspia.

Dove è uscita e perché tutti ne parlano

L’audio è stato trasmesso durante l’ultima puntata di Quarto Grado, andata in onda il 29 maggio su Rete 4. Sarebbe una delle numerose intercettazioni ambientali raccolte dagli inquirenti e acquisite agli atti.

Nel dialogo emerge il ragionamento del padre di Sempio sul mancato ritrovamento del Dna di Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi: un ragionamento che, secondo gli investigatori, potrebbe offrire spunti interpretativi da valutare nel quadro complessivo.

Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi

La conversazione del 3 novembre 2025: le parole che pesano

La conversazione risale al 3 novembre 2025. Giuseppe Sempio apre il confronto con il figlio dicendo: “Ha detto una cosa basilare, che stanno dicendo tutti praticamente, alla fine, no? Stasi è rimasto in casa fino a sera a mangiare la pizza, giorni prima si sono frequentati e non c’è il DNA di Stasi, ti sembra logico? Cioè questo qua ha fatto cinque o sei giorni con lei in casa, a fare e disfare quello che vuoi, non c’è il DNA. C’è un DNA solo, non ha una logica questa cosa qua. Il punto è che non ci sia il DNA di Stasi, quindi, quindi che cosa ne consegue al fatto che non sia stato trovato il DNA di Stasi? Ne consegue che secondo me hanno fatto di tutto per poter arrestare questo qua. Secondo me quello che ha fatto le indagini sapevano già che questo si piglia poco perché se andiamo avanti.. E allora che cosa è successo? Che qualcuno ha fatto una magagna, una bella magagna”.

Giuseppe Sempio, padre di Andrea, in un’immagine diffusa nel racconto televisivo

La replica di Andrea: “Siamo nei complotti”

Andrea Sempio replica prendendo le distanze da questa interpretazione: “Siamo nei complotti, sì siamo nelle robe. E allora porta una prova. No, le sue impronte in casa ci sono, tra le 60 impronte ci sono le impronte di Stasi. E’ stato anche condannato per le impronte”. Il padre però insiste sulla sua lettura della vicenda e torna sul tema delle tracce biologiche, sostenendo che l’assenza del Dna del fidanzato della vittima sarebbe un elemento difficile da spiegare.

Andrea Sempio in una foto rilanciata nel dibattito sul caso Garlasco

Il nodo del dna: la discussione che diventa “tesi”

Nel prosieguo della conversazione Giuseppe Sempio aggiunge: “Vabbè, ho capito, ma guarda che anche se fosse, anche se trovassero il DNA è normale perché è il suo fidanzato. Siccome non c’è ed è il suo fidanzato è peggio”.

A quel punto Andrea prova a spiegare quale sarebbe invece la ricostruzione sostenuta dagli investigatori: “Io sto dicendo, il fatto che non ci sia che cosa significa? Perché la loro risposta è, è l’ultima persona con cui si è toccata è Sempio, quindi le è rimasto il DNA di Sempio. Perché le è rimasto il DNA di Sempio e non quello di Stasi? Perché l’ultima volta ha toccato Sempio e non Stasi, questa è la loro tesi”.

Il peso mediatico: quando un dettaglio diventa narrazione

È qui che la storia cambia ritmo e, inevitabilmente, si “popolarizza”: la parola Dna diventa l’hashtag mentale attorno a cui ruota tutto. Ma nel fascicolo, spiegano gli inquirenti, non conta mai un singolo frammento: contano i collegamenti, i tempi, il contesto.

Ed è anche per questo che gli audio vengono inseriti in un quadro più ampio di valutazioni, dove ogni frase pesa non perché “fa effetto”, ma perché può essere letta come un tassello da confrontare con gli altri dati raccolti nella nuova inchiesta.

Tra intercettazioni e alibi: l’altro passaggio ricordato in tv

Nella stessa puntata è stato ricordato anche un altro dialogo intercettato tra i genitori di Andrea Sempio, quello relativo al famoso scontrino del parcheggio di Vigevano. In quell’occasione il padre avrebbe detto alla moglie: “Lo scontrino lo hai fatto tu”.

Un passaggio che gli investigatori ritengono potenzialmente rilevante perché potrebbe incidere sulla ricostruzione dell’alibi fornito da Andrea Sempio per la mattina del delitto.

Procura e difesa: due letture opposte delle stesse parole

La trasmissione ha inserito questi audio all’interno di un più ampio quadro investigativo che comprende le discussioni familiari sulle tracce biologiche, sugli orari, sugli spostamenti e sulla posizione di Alberto Stasi. Per la Procura si tratta di elementi da valutare insieme agli altri dati raccolti nel corso dell’inchiesta.

La difesa di Sempio, invece, contesta con forza la lettura accusatoria di queste conversazioni, sostenendo che si tratti di semplici commenti privati alle notizie e agli atti processuali.

Cosa succede adesso: un caso che non smette di dividere

La diffusione delle intercettazioni ha inevitabilmente alimentato nuove polemiche e riacceso il confronto mediatico sul caso Garlasco. Da una parte la Procura di Pavia continua a lavorare per ricostruire in modo completo e scientificamente fondato quanto accaduto il 13 agosto 2007.

Dall’altra la famiglia Sempio continua a ribadire l’assoluta innocenza di Andrea. Un confronto che, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua a produrre nuovi sviluppi e nuove discussioni.

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