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Allarme a Cagliari, sospetto caso di Ebola: paziente isolato e sottoposto ai test ma è negativo

Pubblicato: 31/05/2026 18:15

Scattati i protocolli di sicurezza a Cagliari per un sospetto caso di Ebola. Una persona rientrata recentemente dall’estero ha manifestato sintomi ritenuti compatibili con quelli provocati dal virus e per questo è stata immediatamente attivata la procedura prevista per le malattie infettive ad alto rischio. L’intervento è avvenuto in un’abitazione della città, dove il paziente si trovava al momento della comparsa dei sintomi.

Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, affiancati da polizia, vigili del fuoco e polizia locale. Medici e infermieri, equipaggiati con tute protettive e dispositivi di sicurezza, hanno raggiunto l’abitazione per procedere al trasferimento del paziente in condizioni di isolamento. L’uomo è stato quindi accompagnato all’ospedale Santissima Trinità, nel reparto dedicato alle malattie infettive, dove verranno effettuati tutti gli accertamenti necessari per verificare l’eventuale presenza del virus.

Il Ministero della Salute informa che il test per Ebola effettuato ieri sul paziente rientrato in Sardegna dal Congo è risultato negativo. Le analisi sono state condotte dallo Spallanzani di Roma.

Il paziente è rientrato in Italia sabato 30 maggio. Ieri, dopo aver accusato alcuni sintomi, ha chiamato il 118 ed è stato portato in biocontenimento all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari per i necessari accertamenti diagnostici, così come previsto dai protocolli vigenti. Il Ministero resta in contatto con le autorità sanitarie della Sardegna.

Si conferma che il rischio in Italia resta molto basso.

Le misure di sicurezza

L’area attorno all’abitazione è stata messa in sicurezza in via precauzionale. Via Manno, dove risiede la persona coinvolta, è stata temporaneamente transennata per consentire le operazioni sanitarie senza rischi per la popolazione. Sul posto sono arrivati anche gli specialisti della Asl, chiamati a seguire tutte le procedure previste dai protocolli nazionali per i casi sospetti di malattie altamente contagiose.

Soltanto l’esito negativo dell’esame, arrivato proprio in questi minuti, ha fatto abbassare il livello di allarme. L’attivazione del protocollo rappresenta una misura standard adottata in situazioni di questo tipo, soprattutto quando un paziente presenta sintomi compatibili con una patologia infettiva dopo un viaggio all’estero.

Che cos’è l’Ebola

L’Ebola è una grave malattia virale causata da un virus appartenente alla famiglia dei Filoviridae. Fu identificata per la prima volta nel 1976 in Africa centrale e prende il nome dal fiume Ebola, nella Repubblica Democratica del Congo. La malattia si trasmette attraverso il contatto diretto con sangue, secrezioni o altri fluidi corporei di persone o animali infetti.

I sintomi iniziali comprendono generalmente febbre alta, forte debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola. Nelle fasi successive possono comparire vomito, diarrea, alterazioni della funzionalità epatica e renale e, nei casi più gravi, emorragie interne ed esterne. Negli ultimi anni sono stati sviluppati vaccini e terapie che hanno migliorato significativamente le possibilità di cura e contenimento della malattia, ma il virus continua a essere considerato tra i più pericolosi al mondo e richiede l’applicazione immediata di rigide misure di isolamento e controllo sanitario.

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