
Il panorama politico italiano si mostra in costante evoluzione e l’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto Only Numbers di Alessandra Ghisleri per il celebre programma televisivo Porta a Porta fotografa una fase di assestamento estremamente interessante. La rilevazione mette in luce un momento di flessione per le due principali forze politiche del paese, ovvero Fratelli d’Italia e il Partito Democratico, che pur rimanendo saldamente in testa alle preferenze degli elettori vedono erodere parte del proprio consenso. Di contro si registra una contestuale ripresa del Movimento 5 Stelle e una crescita significativa delle forze più recenti o in netta fase di riorganizzazione, come il movimento politico guidato da Roberto Vannacci. Questo scenario delinea un elettorato mobile, fluido e in parte disilluso, dove lo spostamento anche minimo di pochi decimali di percentuale può alterare gli equilibri complessivi tra i blocchi e all’interno delle coalizioni stesse.
Il calo delle forze principali
La formazione politica guidata dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni fa registrare una contrazione nel sostegno da parte dei cittadini. Fratelli d’Italia perde infatti lo 0.6 per cento rispetto alla precedente misurazione risalente allo scorso venticinque maggio, posizionandosi comunque come primo partito nazionale con il 28.4 per cento delle preferenze totali. Una dinamica speculare si osserva sul fronte opposto della barricata politica, dove il Partito Democratico subisce una flessione dello 0.4 per cento. La forza politica guidata dalla segretaria Elly Schlein si attesta così al 22.2 per cento, confermando il secondo posto nella classifica generale ma mostrando i segni di una leggera stanchezza nel catalizzare il voto d’opinione in questa specifica finestra temporale.
La crescita delle opposizioni e delle novità
In netta controtendenza rispetto ai due partiti di testa si colloca il Movimento 5 Stelle che mostra segnali di ripresa. La compagine guidata da Giuseppe Conte mette a segno un incremento dello 0.3 per cento che le permette di raggiungere l’11.4 per cento dei consensi complessivi. Accanto alla crescita dei pentastellati si fa notare la performance di Futuro Nazionale la lista di Roberto Vannacci che viene considerata la vera e propria novità dello scenario politico recente. Questa formazione guadagna lo 0.2 per cento e sale fino al 4.5 per cento confermando un trend espansivo che sembra attirare una fetta di elettorato alla ricerca di posizioni più radicali o semplicemente differenti rispetto ai partiti tradizionali del centrodestra.
Per quanto riguarda i partner di governo storici la situazione appare caratterizzata da stabilità o da lievissimi arretramenti. Forza Italia si attesta all’8.3 per cento facendo registrare un calo minimo dello 0.2 per cento mentre la Lega si posiziona al 7.4 per cento cedendo a sua volta lo 0.1 per cento rispetto alla rilevazione precedente. Spostando lo sguardo verso l’area progressista e di centro si nota come Alleanza Verdi e Sinistra salga al 6.7 per cento grazie a un incremento dello 0.2 per cento. Nel frattempo nell’area moderata e liberale Azione resta stabile al 3.3 per cento e Italia Viva si ferma al 2.4 per cento accusa una perdita dello 0.2 per cento. Nelle retrovie della classifica troviamo infine Più Europa all’1.2 per cento in calo dello 0.1 per cento e Noi Moderati all’1 per cento che cede la medesima quota percentuale.
Il bilancio dei blocchi e dell’astensionismo
Se si analizzano i dati aggregati per coalizioni emerge chiaramente come la somma dei singoli movimenti determini uno spostamento significativo degli equilibri. Il centrodestra nel suo complesso si attesta al 45.1 per cento e subisce una flessione complessiva di un punto percentuale esatto. Sul versante opposto il cosiddetto campo largo calcolato senza il contributo di Azione si ferma al 43.9 per cento registrando un calo molto più contenuto pari allo 0.2 per cento. Il dato forse più rilevante e strutturale dell’intera indagine rimane però quello che riguarda il partito del non voto. La quota di cittadini astenuti e indecisi sale al 44.7 per cento con una crescita dello 0.6 per cento a dimostrazione del fatto che quasi la metà della popolazione avente diritto preferisce non sbilanciarsi o si dichiara distante dalle attuali proposte della politica.


