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Vannacci a Otto e mezzo attacca la Lega: scontro con Gruber su Lgbt e famiglia

Pubblicato: 11/06/2026 14:10
Vannacci a Otto e mezzo attacca la Lega: scontro con Gruber su Lgbt e famiglia

Esordio televisivo per Roberto Vannacci nel salotto di Otto e mezzo su La7. L’europarlamentare eletto nelle liste della Lega e fondatore del movimento Futuro Nazionale ha affrontato un confronto serrato con Lilli Gruber, che lo ha incalzato sui punti più controversi, tra politica estera, identità del Carroccio e diritti civili.

Il clima è rimasto teso dall’inizio alla fine, con scambi rapidi e spesso polemici: da una parte Vannacci, deciso a difendere le sue posizioni, dall’altra la conduttrice, intenzionata a chiedere risposte nette.

Lega nel mirino: l’accusa di incoerenza

Il primo bersaglio del generale è stato proprio il partito che lo ha portato a Bruxelles. Secondo Vannacci, non sarebbe lui ad aver cambiato rotta: a cambiare, sostiene, sarebbe stata la Lega, che avrebbe adottato una linea sovranista “a intermittenza”. Lui, al contrario, rivendica di essere rimasto fedele ai principi con cui si era candidato.

Al centro del ragionamento, il tema degli armamenti e della guerra in Ucraina. Vannacci ha indicato come contraddittorio votare in Europa contro l’invio di armi e poi sostenere in Italia il cosiddetto decreto armi. Una “doppiezza”, a suo dire, che non gli appartiene.

Il caso del decreto armi e la replica in studio

Nello scambio è intervenuta anche la giornalista del Sole 24 Ore Lina Palmerini, che gli ha chiesto se davvero non conoscesse già quelle posizioni della Lega. Vannacci ha negato, sostenendo che il confronto interno sul provvedimento sarebbe andato avanti fino all’ultimo.

Un passaggio che, in trasmissione, ha rafforzato l’immagine di un rapporto sempre più complicato tra l’europarlamentare e il Carroccio: un equilibrio, quello interno al partito, che appare più fragile mentre il generale costruisce il suo nuovo progetto politico.

Lo scontro su famiglia e diritti Lgbt

Il segmento più acceso è arrivato con i temi dei diritti civili. Vannacci ha contestato alla Lega di aver invitato rappresentanti della comunità Lgbtq alle riunioni di partito, pur presentandosi come difensore della “famiglia naturale”. Per lui sarebbe una contraddizione che il partito non risolverebbe, mentre lui sostiene di avere “paletti” che considera non negoziabili.

Alla domanda diretta di Lilli Gruber sulla possibilità di escludere quei rappresentanti, Vannacci ha risposto che non li vorrebbe ai propri incontri politici e che non intende rivedere le sue posizioni.

Il confronto in studio e la gaffe sul dizionario

Gruber ha ribattuto che il concetto di “famiglia naturale” viene oggi considerato superato. Ma Vannacci non ha fatto passi indietro: ha sostenuto che “a casa sua” quel principio resta valido e che continuerà a promuoverlo senza condizioni.

Il dibattito è poi scivolato sulle sue dichiarazioni passate sugli omosessuali. Vannacci ha detto di essersi riferito al significato del termine “normalità” nel senso comunemente inteso, ma nel farlo ha commesso una gaffe: ha citato come fonte il dizionario Zingaretti, confondendolo con lo Zingarelli.

Il finale sui diritti: botta e risposta con Gruber

Nel finale, la conduttrice lo ha accusato di apparire ossessionato dalla questione, ricevendo in risposta l’invito a “guardarsi allo specchio”. Sul punto centrale, Vannacci ha sostenuto di non capire perché da un orientamento sessuale, da lui ricondotto a una preferenza personale, debbano derivare diritti specifici, pur riconoscendo che ogni minoranza vada rispettata.

La chiusura è stata affidata a una domanda diretta di Gruber, che gli ha chiesto come reagirebbe se scoprisse di essere lui stesso omosessuale. La risposta è stata netta: “non rivendicherebbe alcun diritto”. Una conclusione che conferma il registro dello scontro e fotografa, ancora una volta, le tensioni crescenti tra Futuro Nazionale e la Lega, con il “caso Vannacci” destinato a continuare a far discutere.

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Ultimo Aggiornamento: 11/06/2026 14:15

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