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“Perché è crollato”. Sinner dopo gli esami: il dibattito sul fisico e la replica agli attacchi

Pubblicato: 11/06/2026 18:21

Ci sono istanti in cui lo sport smette di essere solo competizione e diventa domanda collettiva. Le immagini di Jannik Sinner in difficoltà sulla terra del Roland Garros hanno attraversato in poche ore il mondo del tennis, accendendo inquietudini e analisi: non tanto per una sconfitta, quanto per quel calo improvviso arrivato quando tutto sembrava sotto controllo.

Il numero uno del ranking è finito al centro di un confronto che va oltre i tabelloni: la sua tenuta fisica, la capacità di reggere gli sforzi più estremi e il confine, sempre sottile, tra giornata storta e campanello d’allarme.

Un crollo che non passa inosservato

Nelle settimane successive, osservatori ed ex campioni hanno moltiplicato letture e ipotesi. L’idea più diffusa è che quanto visto a Parigi non possa essere archiviato come un semplice passaggio a vuoto: troppo netto, troppo repentino, troppo anomalo per chi, come Sinner, è abituato a imporre ritmo e controllo.

Anche per questo il tennista altoatesino si è sottoposto a controlli specialistici all’Ospedale San Raffaele di Milano, segnale di una gestione attenta e scrupolosa da parte del suo entourage. Un gesto che, inevitabilmente, ha alimentato ulteriori interrogativi.

Jannik Sinner al centro dell’attenzione dopo gli esami in ospedale

Le parole di Kim Clijsters e i dubbi sulla struttura fisica

Proprio nei giorni successivi al ciclo di esami a Milano, è intervenuta Kim Clijsters, ex numero uno del mondo e una delle figure più autorevoli del tennis internazionale. Ospite del podcast “Love All”, la belga ha messo sul tavolo un’osservazione che ha fatto discutere: la particolare struttura fisica di Sinner, secondo lei, potrebbe diventare un fattore delicato quando la pressione e la fatica si impennano.

“Jannik è forte, ma è molto magro. È come se non avesse molta massa corporea in più. Quando sta un po’ male, quante riserve reali ha? Quanta energia ha a disposizione per poter dire: ‘Ok, sono forte, posso continuare a lottare?’”, ha dichiarato Clijsters, focalizzandosi sulla disponibilità di energie nelle partite più lunghe e logoranti.

Kim Clijsters, ex numero uno del tennis, commenta le difficoltà di Sinner

Non solo atletica: il peso dell’aspetto mentale

Clijsters, però, non ha limitato l’analisi al solo profilo fisico. Nel suo intervento ha ricordato quanto, ad altissimo livello, la mente possa fare la differenza, soprattutto quando il corpo manda segnali difficili da interpretare o gestire.

“Penso che l’aspetto mentale abbia un ruolo importante. E i problemi di salute potrebbero essere legati alla sua struttura fisica. Penso che con il tempo anche l’aspetto mentale, psicologico, abbia sicuramente avuto un ruolo importante”, ha spiegato, aprendo un fronte ulteriore: quello del rapporto tra condizione, stress e rendimento.

Jannik Sinner serio durante un momento delicato in campo

Il precedente contro Cerundolo e il racconto di Sinner

Nel dibattito continua a tornare un match su tutti: la partita contro Francisco Cerundolo. Un confronto che sembrava indirizzato senza appello e che invece si è trasformato in un incubo sportivo. Sinner aveva costruito un vantaggio enorme, dominando e arrivando a un passo dal traguardo, prima di accusare un calo pesantissimo.

Da lì la gara ha cambiato volto: l’argentino ha approfittato delle difficoltà dell’azzurro e ha ribaltato una situazione che pareva ormai compromessa. In conferenza stampa, Sinner ha ricostruito così quel passaggio: “Mi sentivo male, mi girava la testa, non avevo più energie, non mi riusciva niente. Ho provato a servire per il match ma non avevo molta energia, così ho lasciato scivolare via il 4° set. Il primo game del 5° set è stato molto buono, poi non sono riuscito a tenere duro e tutto ha iniziato a calare”

Agassi attacca la preparazione, Cané respinge le accuse

Quelle parole hanno rafforzato l’idea che dietro il crollo potesse esserci qualcosa di più complesso di una flessione atletica. E infatti, negli ultimi giorni, il caso è diventato terreno di confronto tra voci molto autorevoli del tennis, impegnate a cercare una spiegazione plausibile.

Tra gli interventi più duri c’è stato quello di André Agassi, che ha puntato il dito sulla preparazione: “Passare dal giocare cinque ore e mezza l’anno scorso in finale a crollare dopo un’ora e 45 minuti col caldo, insomma c’è una bella differenza tra essere in forma ed essere preparati. E qui devo proprio indicare un difetto in quel tipo di preparazione, perché è una cosa su cui si può lavorare”. Poi ha aggiunto: “Non è che questo ragazzo non si alleni duro, non è che non sia atleticamente pronto. Deve capire cosa cambiare. Magari deve portare dentro qualcun altro. Probabilmente c’è una qualche forma di problema di idratazione”.

Il dato che inquieta: una rimonta “impossibile”

Parole che hanno diviso. A difendere Sinner è intervenuto Paolo Cané, in un’intervista a Fanpage, contestando la lettura di Agassi: “Non mi è piaciuta per niente la dichiarazione di Agassi, quando dice che dopo un’ora e quaranta un giocatore non può essere preparato. Ma cosa vuol dire? Come si può pensare che uno come Sinner non sia pronto o non abbia seguito il piano partita?”

Ma Cané ha anche indicato il punto più preoccupante, quello che continua a far discutere: “La cosa che invece mi preoccupa davvero è un’altra: con il passare dei giorni, se ripensi a una partita in cui un giocatore del suo livello è avanti 6-3, 6-2, 5-1 e non riesce a chiuderla, significa che è successo qualcosa di molto serio. Quello è il dato che fa riflettere”. Un’osservazione che, ancora oggi, lascia aperti interrogativi e mantiene alta l’attenzione sulle condizioni del numero uno del mondo.

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