
La complessità delle valutazioni clinico-forensi all’interno dei procedimenti penali di maggiore risonanza pubblica rappresenta da sempre un terreno d’indagine cruciale per comprendere i confini della responsabilità giuridica. Quando l’opinione pubblica invoca risposte rapide e severe di fronte a episodi di straordinaria gravità sociale, la magistratura è chiamata a bilanciare la richiesta di giustizia con il rigore scientifico degli accertamenti procedurali. L’attivazione di specifici strumenti di verifica tecnica consente alle parti coinvolte di definire, attraverso un confronto specialistico di altissimo livello, i parametri biologici e cognitivi che governano le azioni umane nel momento in cui queste violano in modo drammatico i codici della convivenza civile.
Il conferimento dell’incarico e i consulenti di parte
Un passaggio procedurale decisivo ha segnato l’andamento delle indagini su un drammatico fatto di cronaca cittadina, delineando il calendario dei prossimi accertamenti scientifici in sede giudiziaria. E’ stata fissata per il prossimo 6 ottobrel’udienza in cui i periti discuteranno gli esiti degli accertamenti psichiatrici disposti dalla giudice di Milano Donatella Pianezzi nei confronti di Salim El Koudri, il giovane che lo scorso 16 maggio ha falciato volontariamente sette pedoni e ha ferito un uomo che per primo ha tentato di bloccarne la fuga in pieno centro.
La delicatezza del caso ha spinto tutte le parti in causa a schierare i propri massimi esperti per garantire il massimo rigore metodologico durante le operazioni cliniche. Oggi, è stato conferito l’incarico ai periti Matilde Forgeufri e Giuseppe Sartori (in video collegamento) scelti dal gip, la pm Monica Bombana ha indicato la sua consulente, così come la difesa dell’indagato (lo psichiatra forense Giuseppe Cupello), e anche uno dei feriti ha nominato un proprio esperto.
Gli obiettivi della perizia e l’atteggiamento in aula
Il fulcro dell’attività specialistica mirerà a ricostruire con esattezza lo stato cognitivo del soggetto durante l’azione, valutando l’eventuale presenza di patologie pregresse o transitorie. La perizia – disposta d’urgenza e con la formula dell’incidente probatorio – dovrà accertare le condizioni psichiche e psichiatriche, in particolare nell’immediatezza del fatto, ma anche sulla capacità di stare in giudizio e sulle eventuali limitazioni della capacità di intendere e di volere.
I tempi richiesti per il completamento delle analisi riflettono la vastità del materiale documentale e la necessità di condurre approfonditi esami diretti. I periti hanno chiesto 50 giorni per studiare la documentazione e affrontare i colloqui in carcere: l’inizio delle operazioni di tutti gli esperti è stata fissata per il 6 luglio. All’udienza tecnica (a porte chiuse) ha partecipato l’indagato, assistito dal difensore Fausto Gianelli. “Non ha detto una parola. E’ rimasto seduto composto e ha ascoltato” sottolinea all’Adnkronos il legale.


