
Continua la crescita di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, che secondo l’ultimo sondaggio realizzato dall’Istituto Noto per Porta a Porta raggiunge il 4,5% delle intenzioni di voto. Un dato in aumento di mezzo punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione e che conferma il consolidamento del progetto politico dell’ex generale.
Centrodestra stabile, ma Vannacci avanza
La coalizione di centrodestra mantiene complessivamente il 46% dei consensi, senza particolari variazioni rispetto alle settimane precedenti.
Nel dettaglio:
- Fratelli d’Italia: 29,5% (stabile)
- Forza Italia: 7%
- Lega: 7%
- Noi Moderati: 1,5%
- Futuro Nazionale: 4,5% (+0,5%)
La crescita del movimento di Vannacci rappresenta uno degli elementi più significativi della rilevazione. Pur restando esterno agli attuali assetti della maggioranza, il partito si avvicina alla soglia del 5% e potrebbe diventare determinante nelle future strategie del centrodestra.
Il centrosinistra perde terreno
Sul fronte opposto, il cosiddetto campo largo viene accreditato del 44%, in calo di un punto e mezzo percentuale.
Tra i singoli partiti:
- Partito Democratico: 20,5% (-1%)
- Movimento 5 Stelle: 13% (stabile)
- Alleanza Verdi-Sinistra: 5,5% (stabile)
- Italia Viva: 2% (-0,5%)
- +Europa: 1% (stabile)
Il Pd resta il principale partito dell’opposizione, ma registra la flessione più evidente dell’ultima rilevazione.
I partiti di centro
Tra le forze politiche che non risultano stabilmente collocate nei due principali schieramenti:
- Azione: 2,5% (+0,5%)
- Partito Liberaldemocratico: 1%
Affluenza in crescita
La stima dell’affluenza elettorale si attesta al 61%, in aumento di un punto percentuale rispetto al precedente sondaggio.
Un ruolo sempre più centrale
Con il 4,5%, Futuro Nazionale si conferma una delle realtà emergenti del panorama politico italiano. Il dato alimenta il dibattito sugli equilibri interni al centrodestra e sul possibile peso che il movimento di Vannacci potrebbe assumere in vista delle prossime competizioni elettorali.
Se la tendenza dovesse proseguire, il partito potrebbe diventare un interlocutore sempre più rilevante nelle future trattative politiche e nella definizione delle alleanze.


