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Meloni tesa, Vannacci scombina gli equilibri nel centrodestra: “Così Salvini non regge”

Pubblicato: 12/06/2026 09:24

Le manovre nel centrodestra sono già iniziate e il nome che agita gli equilibri della coalizione è quello di Roberto Vannacci. La crescita di Futuro Nazionale nei sondaggi e il progressivo indebolimento della Lega stanno spingendo Giorgia Meloni a ridefinire la strategia politica in vista delle prossime elezioni.

Dietro le indiscrezioni che circolano nei corridoi del Senato emerge un quadro sempre più complesso. Tra esponenti della maggioranza cresce infatti la convinzione che Matteo Salvini stia attraversando una fase particolarmente delicata dal punto di vista politico. Secondo alcune valutazioni interne alla coalizione, il leader leghista rischierebbe di arrivare alle prossime elezioni in una posizione più debole rispetto al passato, soprattutto a causa dell’avanzata del movimento guidato dall’ex generale.

La preoccupazione di Palazzo Chigi

A Palazzo Chigi il problema viene osservato con attenzione. La crescita di Futuro Nazionale viene considerata una minaccia non solo per la Lega ma per l’intero assetto del centrodestra.

La strategia adottata finora, basata su un sostanziale silenzio nei confronti di Vannacci, avrebbe mostrato alcuni limiti. Ignorare il fenomeno, secondo questa lettura, rischierebbe di favorire il trasferimento di consensi verso il nuovo soggetto politico, soprattutto nell’elettorato più identitario della destra.

Per questo motivo negli ultimi giorni esponenti di primo piano di Fratelli d’Italia, fino ad arrivare alla stessa premier, hanno iniziato a marcare le distanze dall’ex generale, sottolineando come il suo movimento si collochi spesso in contrapposizione alle scelte dell’esecutivo.

Il ruolo di Zaia e Fedriga

Parallelamente, si ragiona sul futuro della Lega. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza figurano quelli dei governatori Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, considerati da molti come figure in grado di rilanciare il partito.

Secondo indiscrezioni provenienti da ambienti leghisti, Meloni avrebbe avuto contatti con entrambi i presidenti di Regione, invitandoli a contribuire alla stabilità di una forza politica ritenuta essenziale per la tenuta della coalizione di governo.

L’ipotesi di un loro coinvolgimento più diretto nella guida del partito viene vista come uno strumento per arginare l’emorragia di consensi verso Vannacci e rafforzare il radicamento territoriale del Carroccio.

Il nodo delle alleanze

La questione centrale resta però quella dei rapporti futuri tra il centrodestra e Futuro Nazionale. Il dilemma è semplice solo in apparenza: allearsi oppure no.

Un eventuale accordo consentirebbe di mantenere unito l’elettorato conservatore, ma rischierebbe di allontanare le componenti più moderate della coalizione. Al contrario, un mancato accordo potrebbe favorire una dispersione di voti tale da compromettere la competitività del centrodestra.

È una partita che riguarda non soltanto gli equilibri attuali, ma anche la futura leadership dell’area conservatrice italiana.

Le tensioni in Parlamento

Il clima di incertezza si riflette anche nell’attività parlamentare. Negli ultimi giorni si sono registrati momenti di difficoltà per la maggioranza, con alcune votazioni rallentate dall’assenza di parlamentari del centrodestra.

Una situazione che ha provocato irritazione tra i rappresentanti del governo e che viene interpretata come il segnale di una fase politica più complessa rispetto a quella vissuta nei primi anni della legislatura.

Mentre i sondaggi continuano a monitorare la crescita di Futuro Nazionale, nel centrodestra è già iniziata una partita destinata a incidere sugli assetti della coalizione e sulle strategie che porteranno alle prossime elezioni politiche.

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