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Caso Nicole Minetti, la decisione è appena arrivata: l’annuncio

Pubblicato: 12/06/2026 16:20

Il capitolo giudiziario che riguarda Nicole Minetti potrebbe essere arrivato ai titoli di coda. Davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano, la sostituta procuratrice generale Valeria Marino ha chiesto il non luogo a provvedere sull’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali, sostenendo che la grazia presidenziale concessa nei mesi scorsi ha sospeso l’esecuzione della pena, facendo venir meno i presupposti per valutare una misura alternativa.

Una posizione netta, condivisa anche dalla difesa dell’ex consigliera regionale lombarda, rappresentata dagli avvocati Antonella Calcaterra e Pasquale Pantano. Al termine dell’udienza, il collegio presieduto da Marcello Bortolato si è riservato la decisione, che sarà comunicata alle parti nei prossimi giorni.

L’udienza si è svolta a porte chiuse e si è conclusa in appena quattro minuti. Un passaggio lampo che riflette la natura sostanzialmente tecnica della questione. Nessun riferimento esplicito al nome di Minetti compariva, peraltro, nell’elenco delle udienze affisso all’esterno dell’aula del Palazzo di Giustizia milanese.

Sono bastati pochi minuti alla Procura generale per sostenere che, dopo la concessione della grazia, non esista più alcuna materia sulla quale il Tribunale sia chiamato a pronunciarsi. Secondo l’accusa, il provvedimento di clemenza ha infatti sospeso la pena e reso superflua ogni valutazione sull’accesso all’affidamento in prova.

La stessa interpretazione è stata ribadita dalla difesa. Come spiegato dall’avvocata Calcaterra, la grazia ha di fatto comportato la revoca dell’ordine di esecuzione, facendo venir meno la necessità di esaminare la richiesta di misura alternativa avanzata dalla sua assistita.

Ora la parola passa ai giudici della Sorveglianza, che hanno cinque giorni di tempo per sciogliere la riserva. La decisione sarà notificata tramite PEC e potrebbe chiudere definitivamente il procedimento relativo all’esecuzione delle condanne riportate da Minetti.

Le pene interessate dal provvedimento riguardano due vicende giudiziarie molto note. La prima è quella del processo Ruby bis, conclusosi con una condanna a due anni e dieci mesi per favoreggiamento della prostituzione. La seconda è legata a Rimborsopoli, per la quale l’ex consigliera regionale era stata condannata a un anno e un mese per peculato.

Gli effetti della grazia restano comunque subordinati a una condizione precisa: nei prossimi cinque anni Minetti non dovrà commettere ulteriori reati. Solo al termine di questo periodo la pena potrà considerarsi definitivamente estinta.

La vicenda affonda le radici nel 2015, quando Minetti presentò al Capo dello Stato una richiesta di grazia motivata dalla necessità di assistere il figlio adottivo in Uruguay, affetto da gravi problemi di salute. Il provvedimento, concesso dal presidente Sergio Mattarella il 18 febbraio scorso per ragioni umanitarie, ha suscitato un ampio dibattito pubblico e portato a ulteriori verifiche da parte della Procura generale di Milano. Accertamenti che si sono conclusi con la conferma del parere favorevole da parte del Quirinale.

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