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Alberto Stasi lascia il carcere: il particolare saluto ai compagni di cella

Pubblicato: 13/06/2026 20:39

Alberto Stasi ha lasciato definitivamente il carcere di Bollate, chiudendo un capitolo durato oltre dieci anni. La mattina del 13 giugno, dopo la decisione favorevole del Tribunale di Sorveglianza sull’affidamento in prova, l’ex studente della Bocconi ha completato le ultime formalità e ha salutato il personale penitenziario e i detenuti con cui ha condiviso una lunga parte della sua vita.

Prima di lasciare la struttura, Stasi ha raccolto i propri effetti personali in tre valigie. Alcuni oggetti sono stati invece lasciati in dono al compagno di cella, tra cui un ventilatore e un mini-frigo, un gesto che ha accompagnato il commiato dal carcere dove era detenuto dal dicembre 2015, quando era diventata definitiva la condanna a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco, in provincia di Pavia, il 13 agosto 2007.

L’uscita dal carcere e il saluto al personale

L’uscita di Stasi è avvenuta attraverso un ingresso secondario della casa circondariale, evitando così i cronisti, i fotografi e le troupe televisive presenti davanti all’entrata principale. Ad accompagnarlo, come in altre occasioni, è stata la sua legale, Giada Bocellari.

Prima di allontanarsi, Stasi ha salutato il direttore del carcere, gli agenti della polizia penitenziaria, gli educatori e numerosi detenuti. Un passaggio considerato consueto per chi conclude il proprio percorso detentivo, ma che assume un significato particolare dopo un periodo così lungo trascorso all’interno dell’istituto.

Già nella giornata precedente aveva partecipato all’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza. In quella sede la Procura generale aveva espresso parere favorevole all’affidamento in prova. Grazie a una licenza già concessa, Stasi non era rientrato nella cella che fino a quel momento aveva condiviso con un altro detenuto.

Il nuovo percorso fuori dal carcere

Dopo la comunicazione ufficiale della decisione, Stasi si è presentato a Bollate per recuperare i suoi effetti personali e completare le pratiche necessarie alla scarcerazione definitiva. Per il futuro avrà a disposizione un appartamento nel Milanese e, secondo quanto riferito dalla difesa, non tornerà a vivere a Garlasco.

Il suo percorso verso il reinserimento era iniziato già negli anni precedenti. Dal 2023 aveva ottenuto la possibilità di lavorare all’esterno dell’istituto penitenziario, mentre dall’aprile 2025 beneficiava del regime di semilibertà, che gli consentiva di trascorrere fuori dal carcere gran parte della giornata e di rientrare solo per la notte.

Grazie a queste misure, Stasi lavorava in uno studio di commercialisti nel quartiere di Brera, a Milano. Nei fine settimana, quando ne aveva facoltà, era solito incontrare la madre, Elisabetta Ligabò. Un’abitudine che ha mantenuto anche nel giorno della sua uscita definitiva dal carcere, in un incontro segnato dall’inizio di una nuova fase della sua vita.

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