
L’assemblea costituente di Futuro Nazionale si chiude con una serie di dichiarazioni destinate a far discutere. Dal tema del femminicidio a quello della sicurezza, passando per immigrazione, identità nazionale e cultura, Roberto Vannacci ha illustrato alcune delle posizioni che caratterizzano il nuovo partito nato dalla trasformazione del movimento politico lanciato nei mesi scorsi.
Tra i passaggi più controversi c’è quello dedicato al femminicidio. Rispondendo alle domande dei giornalisti, l’ex generale ha sostenuto che uomini e donne debbano essere sottoposti alle stesse norme e alle stesse regole, affermando che non esiste la necessità di una fattispecie specifica per il femminicidio. Secondo Vannacci, un reato non può essere considerato più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione della vittima o dell’autore del fatto. Ha inoltre ribadito che, a suo giudizio, la vera parità di genere consiste nell’applicazione delle stesse regole per tutti e nella valorizzazione del merito.
Sicurezza e immigrazione
L’europarlamentare ha precisato di essere contrario al femminicidio, definendolo però un omicidio al pari degli altri, già disciplinato dalle norme esistenti attraverso aggravanti e attenuanti. Nel corso del confronto con i cronisti ha aggiunto che l’introduzione di una categoria giuridica specifica non sarebbe necessaria e ha contestato l’idea che la gravità di un reato possa dipendere dalle caratteristiche della vittima.
Sul fronte della sicurezza, Vannacci ha rilanciato una linea improntata alla massima severità. “Per uccidere, rubare e stuprare nessuna libertà”, ha affermato, invocando carcere e tolleranza zero per chi commette reati. Nello stesso intervento ha espresso sostegno alle forze dell’ordine, sostenendo che indossare una divisa rappresenti un onore e rivendicando la necessità di rafforzare il ruolo degli apparati di sicurezza dello Stato.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’immigrazione. Vannacci ha dichiarato che Futuro Nazionale non ha un programma di immigrazione ma di “remigrazione”, termine utilizzato per indicare una politica orientata al ritorno nei Paesi d’origine degli stranieri irregolari o non integrati. L’ex generale ha sostenuto che la sovrapposizione di culture differenti generi problemi di coesione sociale e ha ribadito lo slogan “L’Italia agli italiani”, collegandolo al tema del calo demografico.
Le Avanguardie Futuriste
Nel suo intervento ha richiamato anche i dati sulla natalità, sottolineando come il numero delle nascite continui a diminuire. Da qui il paragone con il panda, utilizzato come simbolo di una popolazione italiana che, secondo la sua lettura, sarebbe a rischio estinzione demografica. Vannacci ha inoltre respinto l’idea che l’immigrazione possa rappresentare una risposta strutturale alla crisi delle nascite.
Accanto ai temi politici, il leader di Futuro Nazionale ha dedicato attenzione anche alla dimensione culturale del progetto. Nel corso dell’assemblea è stata annunciata la nascita delle Avanguardie Futuriste, strutture territoriali che dovrebbero occuparsi di cultura e sport. Come colonna sonora dell’evento è stata scelta Futura di Lucio Dalla, mentre Vannacci ha citato anche Fabrizio De André per replicare alle critiche ricevute nei confronti del movimento.
L’assemblea ha inoltre approvato per acclamazione l’allargamento dell’assemblea nazionale a 120 componenti. Vannacci ha rivendicato la crescita organizzativa del partito, sostenendo che le richieste di adesione abbiano superato le aspettative iniziali e annunciando un ulteriore rafforzamento della struttura sul territorio.
Nel suo intervento conclusivo, il leader di Futuro Nazionale ha definito il partito come un punto di riferimento per quella che ha chiamato “l’Italia vera”, presentando il nuovo soggetto politico come una forza destinata a consolidare la propria presenza nel panorama politico nazionale attraverso un mix di temi identitari, sicurezza, natalità e iniziative culturali.


