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“È crollato”. Vittorio Sgarbi, le parole della figlia proprio adesso: cosa succede

Pubblicato: 15/06/2026 08:29

Il ritratto pubblico di Vittorio Sgarbi è sempre stato dominato dalla sua esuberanza, dalle provocazioni e da una presenza scenica travolgente. Tuttavia, l’intervista rilasciata da sua figlia Evelina a Fanpage.it svela un retroscena doloroso e complesso, che mostra il critico d’arte in una veste del tutto inedita e fragile. Attraverso il racconto della ventiseienne, nata dalla relazione con Barbara Hary, emerge la figura di un uomo profondamente segnato da un crollo psicologico e da dinamiche familiari tese, che oggi lo avrebbero reso irriconoscibile persino ai membri della sua stessa famiglia. Il racconto della giovane non si limita a fotografare l’attuale stato di salute del padre, ma scava nel passato, ridefinendo i contorni di un legame interrotto, segnato da carenze affettive e da forti condizionamenti esterni.

L’ombra della nonna Rina sul legame tra i genitori

La storia familiare di Evelina Sgarbi ha radici complesse, caratterizzate da un percorso che lei stessa definisce al contrario. I suoi genitori sono diventati tali prima ancora di riuscire a consolidare il loro legame come coppia stabile. Il tentativo di costruire una quotidianità e una vicinanza dopo la sua nascita è stato tuttavia ostacolato in modo determinante da Rina Cavallini, madre di Vittorio Sgarbi. Secondo la ricostruzione di Evelina, la nonna paterna ha esercitato un forte ostruzionismo, condizionando pesantemente il figlio e spegnendo sul nascere qualsiasi evoluzione della storia con Barbara Hary. Evelina descrive il padre come un uomo incapace di assumersi le proprie responsabilità affettive e costantemente sotto il ricatto emotivo della madre, al punto da saltare gli appuntamenti con la compagna se la genitrice decideva in tal senso. Questo controllo totale ha spinto la madre di Evelina a rinunciare alla coltivazione del rapporto, presa d’atto l’impossibilità di Vittorio di esporsi e prendere una posizione autonoma. Un trauma emblematico di questa tensione risale all’infanzia di Evelina, quando durante una mostra la nonna, alla vista della bambina e della madre, reagì in modo violento arrivando a strapparsi una collana di perle, un episodio che spinse la madre ad allontanarsi immediatamente per proteggere la figlia.

Una presenza estemporanea e le difficoltà economiche

Crescere con un padre come Vittorio Sgarbi ha significato per Evelina confrontarsi con una figura non convenzionale, la cui presenza era legata quasi esclusivamente all’estemporaneità del momento. Se da un lato la giovane riconosce che il padre sapeva essere presente a modo suo, a volte più di genitori conviventi ma assenti, dall’altro ne sottolinea l’assoluta irresponsabilità pratica. A parole Sgarbi si mostrava sempre disponibile e propenso a dire di sì a qualunque richiesta, ma nei fatti non offriva alcuna certezza su cui poter fare reale affidamento. Questa discontinuità si è riflessa in modo evidente anche sul piano economico. Fino all’età di circa nove anni, Evelina è stata mantenuta interamente dalla madre. Solo quando sono subentrate delle necessità finanziarie sono nate accese discussioni per ottenere un assegno di mantenimento, un percorso ostacolato ancora una volta dall’ingerenza della nonna paterna. Nonostante le difficoltà il sostegno è stato poi garantito, spingendo Evelina a smentire categoricamente le voci dei media che l’hanno spesso dipinta come l’archetipo della figlia viziata dal privilegio.

Nonostante le profonde ombre protettive e le mancanze, il legame tra Vittorio ed Evelina ha vissuto di momenti speciali, impressi nella memoria della ragazza grazie alla stravaganza del critico d’arte. Evelina ricorda con divertimento le improvvise escursioni notturne, quando il padre svegliava tutti per andare al ristorante, a visitare mostre o ad ammirare chiese nel cuore della notte. Questa imprevedibilità rendeva i momenti condivisi unici e affascinanti. Tuttavia, l’anomalia di questo rapporto paterno ha pesato in modo significativo sulla vita sentimentale della giovane. Se sul fronte delle amicizie Evelina è sempre riuscita a mantenere un profilo autonomo, evitando di presentarsi come la figlia di un personaggio famoso, nelle relazioni di coppia la mancanza di un rapporto lineare con il padre ha generato forti scompensi. La paura costante della perdita l’ha portata a soffrire di una severa sindrome dell’abbandono, spingendola ad allontanare le persone per il timore di essere lasciata, uno schema comportamentale che ha cercato di affrontare, finora senza successo, attraverso la terapia psicologica. Dal canto suo, Vittorio Sgarbi manifestava una forte gelosia nei confronti dei fidanzati della figlia, insultandoli ironicamente ma duramente, pur prendendo le sue parti e rivendicandone l’orgoglio di fronte alle delusioni amorose.

Il rifiuto della televisione e la rottura per gli studi

Il rapporto tra padre e figlia ha subìto una profonda incrinatura nel 2022, in occasione di una proposta lavorativa nel mondo dello spettacolo. Evelina rifiutò la partecipazione al Grande Fratello Vip, nonostante sul piatto ci fosse un cachet molto importante, stimato intorno ai centomila euro. La decisione contrariò fortemente Vittorio Sgarbi, che interpretò il rifiuto come un atto di disprezzo verso il suo lavoro e il mezzo televisivo. La reazione del politico fu talmente dura da sfociare in un vero e proprio ricatto economico: Sgarbi decise di non pagarle più gli studi presso la prestigiosa Università Marangoni. Questo atteggiamento ferì profondamente Evelina, la quale, pur di non piegarsi alle imposizioni paterne, scelse di interrompere ogni comunicazione con lui, portando a un silenzio totale durato quasi un anno. Oggi la prospettiva della giovane nei confronti della televisione è mutata a causa della crescita personale, tanto da aver accettato il supporto manageriale di Sauro Moretti, storico ex collaboratore del padre. Pur avendo rifiutato in passato l’Isola dei Famosi, Evelina non esclude ora una futura carriera nel settore per contesti più leggeri, dopo essere stata spesso ospite nei programmi televisivi per discutere della dolorosa vicenda familiare.

La diffidenza storica verso la compagna del padre

Un capitolo centrale e teso della vita di Evelina Sgarbi è rappresentato dal rapporto, o meglio dalla totale assenza di esso, con Sabrina Colle, storica compagna del critico d’arte. Evelina smentisce la narrazione pubblica che vede la Colle costantemente al fianco del padre fin dalla sua infanzia, affermando di aver avvertito fin da bambina una forte diffidenza nei suoi confronti. La giovane precisa che la sua riluttanza non è mai nata da un pregiudizio legato al mancato legame con la madre, ma da una percezione diretta della natura della donna, giudicata non perbene e solita dire cose spiacevoli alle sue spalle. Questa netta chiusura ha spinto Evelina a evitare qualunque contatto, imponendo la condizione di non essere presente agli incontri in cui fosse inclusa anche la Colle, una linea di condotta che il padre ha sempre accettato senza opporre resistenze. La distanza radicale da tutto l’entourage che gravitava attorno a Sgarbi ha però impedito a Evelina di accorgersi in tempo del progressivo peggioramento della situazione, culminato nell’isolamento attuale dell’uomo.

La battaglia legale per la tutela della salute

Il profondo malessere attuale ha spinto Evelina Sgarbi a intraprendere un’azione giudiziaria formale, presentando un esposto per circonvenzione di incapace contro Sabrina Colle, la zia Elisabetta Sgarbi e il collaboratore Nino Ippolito. La ragazza chiarisce che la richiesta di un amministratore di sostegno non è stata un’iniziativa improvvisa o mossa da interessi economici, ma l’estrema conseguenza del muro di silenzio eretto attorno al padre. Dopo il crollo di Sgarbi in una severa depressione, Evelina ha tentato di ottenere informazioni cliniche attraverso i canali ufficiali e i medici del Gemelli, ricevendo come unica risposta un rifiuto motivato da ragioni di privacy. Di fronte alla totale impossibilità di comunicare con il padre, privato persino del proprio telefono cellulare, la via legale è diventata l’unico strumento per esercitare il diritto filiale alla conoscenza dello stato di salute del genitore. Evelina ribadisce con forza il sospetto che le persone attualmente vicine a Sgarbi non lo stiano curando nel modo corretto e che l’ostinato occultamento della documentazione clinica sia il segnale di una situazione estremamente grave.

Analizzando le ragioni che hanno determinato il severo stato depressivo di Vittorio Sgarbi, la figlia individua una concomitanza di fattori scatenanti. Il primo elemento di crisi è coinciso con l’addio alla politica attiva, un distacco che ha privato l’uomo del suo principale terreno di azione e visibilità, provocando un iniziale crollo emotivo. A questo quadro già fragile si sarebbero aggiunte le conseguenze mediche di alcune terapie legate a un intervento alla prostata. Evelina conferma le indiscrezioni secondo cui tali cure avrebbero azzerato completamente l’attività e la vitalità del padre sul piano intimo. Questo repentino mutamento della propria dimensione personale e privata ha inferto un colpo durissimo alla psicologia del critico d’arte, accelerando una spirale depressiva da cui l’entourage non sarebbe stato in grado di farlo uscire.

La reazione pubblica di Vittorio Sgarbi di fronte all’azione giudiziaria della figlia è stata durissima, concretizzandosi in accuse di esosità e nel tentativo di far passare l’iniziativa come un attacco mirato esclusivamente al suo patrimonio. Evelina confessa che queste dichiarazioni rappresentano il dolore più grande dell’intera vicenda, soprattutto perché provengono direttamente dalla bocca di suo padre. Tuttavia, la giovane si dice convinta che l’uomo non agisca in piena libertà e lucidità, ma sia vittima di un vero e proprio plagio da parte della compagna e delle persone che lo circondano. Secondo la sua visione, Sgarbi si trova in una condizione di estrema fragilità e paura, tale da renderlo ricattabile per via di azioni passate non propriamente corrette. Questa vulnerabilità lo costringerebbe a eseguire gli ordini del suo entourage, pronunciando parole d’odio contro la figlia pur di compiacere chi, in questo momento di totale isolamento, ne detiene il controllo.

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