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Volo nel vuoto durante l’arrampicata: è dramma in Italia

Pubblicato: 15/06/2026 08:54
Intervento dei soccorsi ed emergenza sanitaria dopo incidente stradale

Una scalata che doveva essere una giornata di pura passione verticale, immersi nel silenzio solenne della roccia, si è trasformata in pochi istanti in un incubo d’alta quota. Il superamento dei passaggi più tecnici, la fiducia reciproca tra compagni legati alla stessa corda e la concentrazione assoluta sono stati bruscamente interrotti da un errore invisibile o da un appiglio traditore. Poi il vuoto, improvviso e violento, seguito dal rumore sordo dell’impatto e dalle grida di aiuto che hanno squarciato la quiete della montagna. In quegli istanti drammatici, mentre la corda di sicurezza reggeva il peso straziante della caduta evitando il peggio, si è attivata una vera e propria corsa contro il tempo per strappare una vita alla morsa della parete rocciosa, dando il via a un’operazione di soccorso straordinariamente complessa e ostacolata dalle bizzarrie del meteo.

L’allarme nel cuneese

Il drammatico incidente si è consumato nel pomeriggio di ieri nel territorio del cuneese, precisamente sulla via d’arrampicata dello Spigolo Inferiore, situata sul versante meridionale del Corno Stella, una delle vette più note e frequentate nel comune di Valdieri. La macchina dei soccorsi si è attivata intorno alle ore 15:30, un orario cruciale in cui la tempestività fa la differenza tra la vita e la morte. A dare l’allarme è stato il gestore del Rifugio Bozano, il quale si trovava nei pressi della struttura quando ha chiaramente udito delle disperate richieste di aiuto provenire direttamente dalla vicina parete rocciosa. Senza esitare un solo istante, l’uomo ha immediatamente allertato la centrale operativa, permettendo la rapida mobilitazione dei tecnici specializzati.

Il recupero d’urgenza

La gravità della situazione ha richiesto l’intervento immediato del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese e dell’equipe medica del Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte. Una volta decollata l’eliambulanza e individuato con precisione il punto esatto in cui si trovava la cordata, l’equipaggio del 118 ha messo in atto una manovra altamente spettacolare e rischiosa. Il personale sanitario è stato infatti calato tramite il verricello direttamente sulla nuda roccia, raggiungendo l’alpinista ferito. L’uomo stava affrontando la progressione insieme ad altri due compagni di scalata, rimasti fortunatamente illesi, quando è precipitato. Sebbene la tenuta della corda abbia evitato un volo nel vuoto che si sarebbe rivelato fatale, l’impatto violento contro la roccia ha provocato un grave politrauma e una copiosa emorragia. Dopo essere stato stabilizzato in parete con estrema cura, lo scalatore è stato recuperato a bordo dell’elicottero e trasportato d’urgenza in ospedale in codice rosso.

La discesa a piedi

Le complicazioni per i soccorritori e per i superstiti non sono però terminate con la partenza dell’eliambulanza verso l’ospedale. Subito dopo l’allontanamento del velivolo, un tecnico del Soccorso Alpino è rimasto volutamente in parete per garantire assistenza e sicurezza ai due scalatori rimasti incolumi, in attesa che l’elicottero facesse ritorno per prenderli a bordo dopo aver affidato il ferito alle cure dei medici. Tuttavia, la montagna ha mostrato il suo volto più imprevedibile e ostile, provocando un improvviso e repentino peggioramento delle condizioni meteo. Nel giro di pochi minuti, la nebbia fitta e una pioggia battente hanno avvolto la parete del Corno Stella, azzerando la visibilità e rendendo impossibile qualsiasi ulteriore operazione di volo o di recupero dal cielo da parte dei piloti del 118.

Trovandosi completamente isolati e bloccati sulla roccia a causa del fortissimo maltempo, i tre uomini rimasti in quota hanno dovuto cambiare immediatamente strategia per non esporrsi a rischi ancora maggiori come l’ipotermia. Sotto la guida attenta e la supervisione dell’esperto del Soccorso Alpino, il piccolo gruppo ha deciso di affrontare la via di ritirata più complessa ma sicura in quel frangente. Hanno così iniziato a scendere autonomamente lungo la parete verticale utilizzando la tecnica della corda doppia. Muovendosi con estrema cautela e passo dopo passo sotto l’acqua, i tre alpinisti hanno intrapreso la faticosa discesa a piedi, riuscendo infine a raggiungere sani e salvi il Rifugio Bozano, dove hanno potuto trovare un riparo sicuro in attesa della fine della perturbazione.

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