
L’anticiclone africano è pronto a rafforzarsi ulteriormente sull’Italia e a dare vita alla prima grande ondata di calore dell’estate 2026. Dopo alcuni temporali che nei prossimi giorni riusciranno ancora a interessare parte del Nord e alcune zone interne della Penisola, la cosiddetta “bestia rossa” tornerà a dominare la scena meteorologica con masse d’aria sempre più calde provenienti dal Sahara.
Le ultime elaborazioni dei modelli previsionali indicano che la fase più intensa dell’ondata dovrebbe svilupparsi tra il prossimo fine settimana e l’inizio della settimana successiva, con temperature ben oltre le medie stagionali e valori che in alcune aree potrebbero raggiungere o superare i 35-38 gradi.
Tra venerdì e lunedì il massimo della potenza dell’anticiclone
Secondo le tendenze meteorologiche attuali, il promontorio africano raggiungerà la massima intensità tra venerdì e lunedì, con un probabile apice nella giornata di domenica. In questa fase l’aria molto calda presente in quota favorirà un deciso aumento delle temperature su gran parte del territorio nazionale.
Le aree più esposte saranno le pianure del Nord, le regioni centrali tirreniche, il Sud e le Isole Maggiori, dove il termometro potrebbe spingersi diffusamente oltre i 34 gradi. In alcune località interne della Sardegna e della Sicilia non si escludono valori ancora superiori.
Gli esperti sottolineano però che il momento di massima forza dell’anticiclone non coincide necessariamente con la fase più difficile da sopportare per chi vive nelle città e lungo le coste.
Caldo intenso ma inizialmente più secco
Durante il picco dell’ondata la massa d’aria africana sarà caratterizzata da una componente relativamente secca. Questo significa che, pur in presenza di temperature molto elevate, l’umidità potrebbe rimanere inizialmente contenuta rispetto alle classiche fasi afose di piena estate.
Per chi vive in pianura o nelle grandi città farà comunque molto caldo, ma la sensazione percepita potrebbe risultare meno opprimente rispetto a quella che si registra quando temperature elevate e umidità si combinano nello stesso momento.
Si tratta di una situazione tipica delle prime grandi rimonte africane della stagione, quando il mare non ha ancora accumulato tutto il calore che caratterizzerà i mesi centrali dell’estate.
Il rischio è l’afa della seconda fase
Il quadro potrebbe cambiare proprio dopo il raggiungimento dell’apice previsto tra domenica e lunedì. Se non dovessero arrivare correnti più fresche o perturbazioni capaci di rimescolare l’atmosfera, il caldo rischierebbe di diventare progressivamente più umido e pesante.
Con il passare dei giorni il mare continuerà infatti a scaldarsi, aumentando il contenuto di umidità nei bassi strati dell’atmosfera. In queste condizioni il caldo secco tende a trasformarsi in una situazione molto più afosa e difficile da sopportare, soprattutto durante le ore notturne.
È proprio questa la fase che molti meteorologi osservano con particolare attenzione. Se l’anticiclone dovesse mantenersi stabile anche dopo il weekend, il disagio fisico potrebbe aumentare sensibilmente a causa delle notti tropicali, dell’umidità crescente e della ridotta capacità dell’organismo di disperdere il calore accumulato durante il giorno.
Quanto durerà l’ondata di calore
Le proiezioni a medio termine mostrano un’alta pressione ancora molto presente sul Mediterraneo anche nella prossima settimana. Al momento non si intravedono cambiamenti radicali in grado di interrompere rapidamente la fase calda.
Molto dipenderà dall’eventuale arrivo di infiltrazioni instabili o di correnti più fresche provenienti dal Nord Europa. In assenza di questi elementi, l’ondata di calore potrebbe proseguire per diversi giorni, trasformando la seconda parte dell’episodio nella più difficile da sopportare per milioni di italiani.
Per questo motivo, sebbene il picco termico sia atteso tra domenica e lunedì, il caldo più opprimente potrebbe manifestarsi successivamente, quando all’aumento delle temperature si sommerà anche una crescente umidità.


