
Le indagini per omicidio seguono spesso percorsi paralleli che, almeno nelle prime fasi, sembrano muoversi in direzioni differenti. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, può trasformarsi in un elemento decisivo per ricostruire gli ultimi movimenti della vittima e individuare chi si trovava sulla scena del crimine nelle ore cruciali. Per questo motivo gli investigatori lavorano contemporaneamente su immagini, dati telefonici, testimonianze e accertamenti scientifici, nel tentativo di ricomporre un puzzle che inizialmente appare frammentato.
Quando un delitto avviene all’interno di un’abitazione, lontano da testimoni diretti e da occhi indiscreti, il lavoro degli inquirenti diventa ancora più complesso. Le risposte possono nascondersi nei dispositivi elettronici, nei contatti recenti della vittima o nelle tracce lasciate inconsapevolmente dall’autore dell’aggressione. È proprio in questa direzione che si stanno concentrando gli accertamenti avviati nelle ultime ore dagli investigatori impegnati a fare luce su un caso che ha profondamente colpito la città.
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I fronti aperti dell’inchiesta
L’attenzione degli investigatori è concentrata sull’omicidio di Roberto Pietro Guerrino, il sessantenne trovato senza vita nel suo appartamento di via Oxilia 11, nel quartiere NoLo di Milano. L’uomo sarebbe stato ucciso con una serie di violenti colpi alla testa all’interno del soggiorno della propria abitazione.
Gli accertamenti disposti dagli inquirenti procedono su più livelli. Tra le attività considerate prioritarie figurano l’autopsia sul cadavere, l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e l’acquisizione dei tabulati telefonici relativi ai dispositivi che hanno agganciato le celle telefoniche dell’area tra la tarda serata di venerdì e la notte successiva.
Parallelamente, gli investigatori stanno cercando di ricostruire la rete di contatti recenti della vittima, con particolare attenzione alle comunicazioni avvenute attraverso alcune app di incontri utilizzate abitualmente dall’uomo.

L’esame autoptico e la possibile arma del delitto
Nei prossimi giorni il medico legale incaricato dalla Procura procederà con l’autopsia sul corpo di Roberto Pietro Guerrino. L’obiettivo degli accertamenti è ottenere indicazioni più precise sia sull’orario della morte sia sull’oggetto utilizzato durante l’aggressione.
L’ipotesi investigativa attualmente al vaglio è che l’assassino possa aver impiegato uno dei soprammobili presenti nell’appartamento. In particolare, l’attenzione si concentra su alcune statuette raffiguranti Buddha, che il sessantenne conservava nella propria abitazione.
Secondo quanto emerso dai primi rilievi, alcuni di questi oggetti presentavano evidenti tracce di sangue quando i soccorritori e successivamente i carabinieri hanno fatto ingresso nell’appartamento poco dopo le 15 di sabato. Un elemento che potrebbe rivelarsi fondamentale per chiarire la dinamica dell’omicidio e individuare con precisione l’arma utilizzata.
La pista del litigio dopo un incontro
Tra le ipotesi considerate più probabili dagli investigatori c’è quella di un incontro degenerato in violenza. Gli accertamenti condotti dai militari della Compagnia Duomo e della sezione Omicidi, coordinati dal pubblico ministero Carlo Scalas, si starebbero concentrando sulla possibilità che Guerrino abbia incontrato una persona contattata poco prima attraverso una piattaforma online.
Secondo questa ricostruzione, ancora tutta da verificare, l’ospite sarebbe arrivato nell’abitazione di via Oxilia con l’intenzione di consumare un rapporto sessuale. Qualcosa, però, sarebbe andato storto durante l’incontro.
Gli investigatori non escludono che all’origine della lite possano esserci state richieste di denaro respinte dalla vittima. Da quel momento la situazione sarebbe precipitata fino all’aggressione mortale.
A rafforzare questa ipotesi c’è anche un altro elemento emerso nelle ore successive al ritrovamento del corpo. Dall’appartamento, infatti, sarebbero spariti il telefono cellulare, il computer e il portafogli appartenenti al sessantenne.

Le verifiche sulle app di incontri
Uno dei passaggi ritenuti più importanti per l’inchiesta riguarda ora l’analisi delle attività digitali della vittima. Gli investigatori intendono acquisire informazioni utili dai gestori delle piattaforme utilizzate da Guerrino negli ultimi tempi, in particolare Grindr e Romeo.
L’obiettivo è ricostruire le eventuali interazioni avvenute nelle ore e nei giorni precedenti all’omicidio, individuando persone con cui il sessantenne potrebbe aver avuto contatti recenti.
Attraverso questa attività, gli inquirenti sperano di ottenere un quadro più completo delle frequentazioni della vittima e di individuare eventuali profili che possano essere collegati alla presenza di uno sconosciuto nell’appartamento nelle ore precedenti alla morte.
Il precedente che gli investigatori stanno valutando
Nel lavoro di ricostruzione della vicenda viene preso in considerazione anche un episodio avvenuto alcuni anni fa. Il traduttore simultaneo era infatti già rimasto coinvolto in una vicenda caratterizzata da richieste di denaro e da una successiva rapina.
Quel precedente viene ora esaminato nell’ambito dell’inchiesta per comprendere se possano esistere analogie con quanto accaduto negli ultimi giorni o elementi utili per delineare il contesto nel quale si sarebbe sviluppato l’omicidio.
Mentre gli accertamenti tecnici proseguono e si attendono i risultati dell’autopsia, gli investigatori continuano a lavorare su ogni possibile traccia. Dalle immagini delle telecamere ai dati telefonici, fino alle comunicazioni effettuate attraverso le piattaforme online, ogni elemento potrebbe contribuire a dare un nome alla persona che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe lasciato l’appartamento di via Oxilia dopo il delitto facendo perdere le proprie tracce.


