
Si aggrava il bilancio delle due tragedie stradali che all’alba di domenica 14 giugno hanno sconvolto le Marche. Nelle ultime ore sono morti anche Daniele Francalancia, 20 anni, e Pietro Borsini, 19 anni, entrambi ricoverati in condizioni disperate all’ospedale di Torrette di Ancona. Il numero complessivo delle vittime sale così a sei, rendendo questi episodi tra i più gravi incidenti stradali avvenuti negli ultimi anni nella regione.
La tragedia sulla superstrada di Corridonia
Daniele Francalancia era alla guida della Fiat Punto coinvolta nel violentissimo schianto avvenuto intorno alle 5.50 lungo la superstrada nel territorio di Corridonia, in provincia di Macerata.
Il giovane è deceduto dopo ore di ricovero nel reparto di Rianimazione, dove i medici hanno tentato ogni possibile intervento per salvarlo. Nello stesso incidente aveva già perso la vita Giorgio Franceschini, 21 anni, che viaggiava sul sedile posteriore dell’auto. Anche lui era stato trasportato in condizioni gravissime all’ospedale di Torrette, dove era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico prima della dichiarazione di morte cerebrale.
Sul colpo erano morti invece Nicolas Calabrese, 20 anni, studente e calciatore, seduto accanto al conducente, e Christian Perugini, 41 anni, residente a Morrovalle e alla guida della Lancia Musa coinvolta nel frontale.
Secondo la prima ricostruzione della Polizia Stradale di Macerata, la Lancia Musa avrebbe invaso la corsia opposta andando a scontrarsi frontalmente con la Fiat Punto sulla quale viaggiavano cinque giovani. L’impatto è stato devastante: la Musa è stata proiettata nella carreggiata opposta, chiusa per lavori, mentre la Punto è finita contro il guardrail.
Morto anche il calciatore Pietro Borsini
Poche ore dopo, un secondo dramma si è consumato lungo la strada dell’Aspio, ad Ancona.
Nel reparto di Rianimazione di Torrette è morto Pietro Borsini, 19 anni, centrocampista del San Biagio, rimasto gravemente ferito nel frontale avvenuto all’alba di domenica.
Il giovane viaggiava su una Opel Corsa guidata dall’amico Davide Paglialunga, 21 anni, calciatore della Jesina, morto sul colpo nell’impatto. A bordo dell’auto c’erano anche altri due ragazzi, che sono riusciti a uscire autonomamente dal veicolo dopo lo schianto.
Borsini, invece, era rimasto intrappolato tra le lamiere dell’auto, che dopo l’urto ha preso fuoco. Le sue condizioni erano apparse subito disperate a causa di una gravissima emorragia cerebrale.
Il calcio marchigiano in lutto
La morte di Pietro Borsini ha colpito profondamente il mondo sportivo locale. Cresciuto nelle giovanili del Castelfidardo, il giovane aveva poi proseguito il proprio percorso calcistico con il San Biagio, dove era apprezzato per le qualità sportive e umane.
Per oltre un giorno amici, compagni di squadra e familiari hanno sperato in un miglioramento che purtroppo non è arrivato.
L’ultimo gesto di generosità
Dopo l’accertamento della morte cerebrale e la successiva constatazione del decesso, la famiglia di Pietro Borsini ha deciso di rispettare una volontà che il ragazzo aveva già espresso attraverso la carta d’identità elettronica: la donazione degli organi.
Un gesto di grande solidarietà che permetterà ad altre persone di ricevere una nuova possibilità di vita e che rappresenta una luce nel dolore che ha colpito numerose famiglie e intere comunità delle Marche.
Le indagini delle forze dell’ordine proseguono per ricostruire con precisione le dinamiche dei due incidenti che, nel giro di poche ore, hanno provocato sei vittime e lasciato un’intera regione sotto shock.


