
Il conto alla rovescia per l’inizio ufficiale della bella stagione è ormai agli sgoccioli, ma l’estate ha deciso di anticipare i tempi, bussando alle porte della Penisola con un’intensità eccezionale. Una massiccia ondata di calore sta per investire l’intero territorio nazionale, portando con sé una crescita verticale delle temperature e tassi di umidità destinati a rendere l’atmosfera decisamente pesante. Il Ministero della Salute ha già attivato i primi livelli di allerta, tingendo la mappa del Paese con i primi bollini gialli e arancioni.
Le aree urbane iniziano a surriscaldarsi: per la giornata odierna si contano dieci città in stato di pre-allerta, ma la situazione è destinata a farsi più critica nelle ore successive, quando cinque grandi centri urbani passeranno direttamente alla fascia di rischio superiore. Si prospetta un lungo periodo di stabilità atmosferica, dominato da un soleggiamento diffuso e costante che spingerà la colonnina di mercurio ben oltre gli standard del periodo.
L’avanzata dell’anticiclone e lo spettro dell’afa
A tracciare il quadro di questa imminente svolta meteorologica è l’esperto Andrea Giuliacci, meteorologo di Meteo.it, il quale evidenzia come la dinamica sia legata a una specifica configurazione barica. “Già da oggi avremo un caldo tipicamente estivo ma è da giovedì 18 giugno che le cose cominciano a cambiare, perché l’alta pressione di matrice africana, quindi l’anticiclone nordafricano, che è quello che con maggior facilità porta il caldo intenso in Italia, comincerà ad occupare con decisione il nostro Paese”, illustra lo specialista.
Questo imponente promontorio stabilizzerà il tempo per molti giorni, anche se la forte energia in gioco potrebbe innescare fenomeni localizzati: “anche se non mancheranno improvvisi temporali estivi soprattutto sui rilievi, in particolare sulle Alpi e sull’Appennino”. Il culmine di questa prima fiammata si toccherà nelle ore pomeridiane del fine settimana, quando l’aria si farà rovente. Secondo l’esperto, “Avremo temperature pomeridiane, in particolare nel fine settimana, quasi dappertutto oltre i 30°C specie al nord e nel fine settimana con picchi anche di 36-37°C e non si possono escludere alcune punte fino a sfiorare anche i 40°C”.
Le proiezioni a medio termine non mostrano segnali di cedimento significativi, suggerendo una persistenza della massa d’aria calda per l’intera decade successiva. Il vero problema, tuttavia, non sarà solo il valore assoluto registrato dai termometri, ma la forte componente igrometrica. Le correnti subsahariane, infatti, subiscono una profonda mutazione durante il loro tragitto verso il nostro Paese.
Le zone più colpite: lista completa
Questi territori registreranno la maggiore anomalia termica, posizionandosi fino a 10°C oltre le medie storiche del periodo. I picchi massimi si concentreranno nel fine settimana, rendendo l’aria irrespirabile.
- Sassari e Terni: In vetta alla classifica del caldo record con punte previste di 38°C.
- Bolzano, Benevento e Sondrio: Immediatamente a ridosso, con temperature massime fino a 37°C.
- Bologna: Valori estremi per il capoluogo emiliano, che toccherà i 35-36°C (contro una media stagionale di 28-29°C).
- Milano e Roma: Entrambe le metropoli saliranno fino a 34-35°C, subendo in modo marcato l’effetto dell’afa urbana.
2. Le città da bollino arancione (Impatto medio-alto)
In queste località il Ministero della Salute ha già previsto un livello di Allerta 2. Le condizioni meteo comporteranno un rischio concreto per la salute dei soggetti più fragili già a partire da giovedì 18 giugno.
- Brescia, Firenze, Perugia e Torino (oltre alla già citata Bologna).
3. Le città in pre-allerta da bollino giallo (Impatto moderato)
Rappresentano la fascia in cui il caldo si farà sentire in modo tipicamente estivo, ma senza picchi di eccezionalità immediata, sebbene l’umidità percepita tenderà ad aumentare progressivamente.
- Ancona, Frosinone, Latina, Napoli, Pescara, Rieti, Venezia, Verona e Viterbo.
4. Rilievi alpini e appenninici (Le zone meno colpite)
La dorsale appenninica e l’arco alpino si posizionano all’ultimo posto di questa classifica. Pur risentendo del generale aumento termico, queste aree beneficeranno di una maggiore ventilazione e saranno localmente rinfrescate da improvvisi cluster temporaleschi e rovesci estivi, che limiteranno la persistenza dell’afa feroce.


