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Sinner e il sensore al glucosio: “Sempre più usato nello sport, cos’è e a cosa serve”

Pubblicato: 18/06/2026 16:29

Jannik Sinner è tornato ad allenarsi a Montecarlo in vista di Wimbledon 2026, torneo nel quale difenderà il titolo conquistato lo scorso anno. Durante una delle recenti sessioni di allenamento, però, l’attenzione di molti appassionati si è concentrata su un particolare insolito: un piccolo dispositivo bianco applicato sul braccio del numero uno del mondo.
L’immagine ha immediatamente alimentato curiosità e interrogativi, ma secondo gli esperti non c’è alcun motivo di preoccupazione. Si tratta infatti di un sensore per il monitoraggio continuo del glucosio, una tecnologia nata in ambito medico e oggi sempre più diffusa anche tra gli atleti professionisti.

Cos’è il sensore indossato da Sinner

A spiegare il funzionamento del dispositivo è Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento e segretario generale della Simfer.

Il sensore, conosciuto come Cgm (Continuous Glucose Monitoring), rileva costantemente i livelli di glucosio presenti nel fluido interstiziale sottocutaneo. Grazie a queste informazioni, l’atleta può monitorare in tempo reale il proprio metabolismo energetico durante allenamenti e competizioni.

L’obiettivo è individuare eventuali cali energetici prima che si manifestino, consentendo di gestire in modo più preciso alimentazione, idratazione e integrazione durante lo sforzo fisico.

Perché gli sportivi lo utilizzano sempre più spesso

L’utilizzo di questi dispositivi non è riservato alle persone affette da diabete. Sempre più sportivi di alto livello li impiegano per raccogliere dati utili a migliorare la propria prestazione.

Attraverso il monitoraggio continuo del glucosio è possibile comprendere meglio come il corpo reagisce ai carichi di lavoro, stabilire il momento ideale per assumere carboidrati e ottimizzare i tempi di recupero. Una strategia che permette di ridurre il rischio di crisi energetiche durante gare particolarmente lunghe e impegnative.

Nel caso di Sinner, il sensore rappresenta uno degli strumenti utilizzati per monitorare con precisione ogni aspetto della preparazione fisica, soprattutto dopo alcuni problemi accusati durante il Roland Garros.

Non è un segnale di problemi di salute

La presenza del dispositivo sul braccio del campione azzurro non deve essere interpretata come il sintomo di una patologia. Gli specialisti sottolineano infatti che l’utilizzo dei sensori glicemici tra gli sportivi sani è ormai una pratica consolidata.

Alcuni studi scientifici hanno evidenziato come il monitoraggio continuo della glicemia possa contribuire a migliorare le strategie nutrizionali e la gestione del recupero anche in soggetti che non soffrono di diabete.

Per questo motivo il piccolo “cerotto” visto sul braccio di Sinner è considerato semplicemente uno strumento di analisi avanzata, sempre più diffuso nel mondo dello sport professionistico.

La nuova frontiera dei sensori per gli atleti

Il monitoraggio del glucosio potrebbe essere soltanto l’inizio di una vera rivoluzione tecnologica nello sport.

La ricerca sta infatti sviluppando dispositivi sempre più sofisticati in grado di analizzare numerosi parametri attraverso il sudore. Si tratta di micro-sensori, cerotti intelligenti e persino tatuaggi temporanei tecnologici capaci di rilevare in tempo reale informazioni fondamentali sullo stato dell’organismo.

Tra i dati monitorabili figurano il lattato, utile per valutare il passaggio al metabolismo anaerobico, i livelli di sodio e potassio, importanti per prevenire disidratazione e crampi, e persino il cortisolo, l’ormone associato allo stress e al sovrallenamento.

L’obiettivo è fornire agli atleti e ai loro staff una fotografia sempre più dettagliata delle condizioni fisiche, consentendo di intervenire tempestivamente e massimizzare le prestazioni. Una frontiera che vede già protagonisti molti campioni e che potrebbe diventare presto la normalità nello sport di alto livello.

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