
Nuova escalation verbale e militare tra Ucraina e Russia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato il raid con droni contro una raffineria di petrolio a Mosca, definendolo una risposta «del tutto giustificata» ai recenti bombardamenti russi che hanno colpito la Kiev-Pechersk Lavra, complesso monastico patrimonio dell’umanità dell’Unesco e simbolo religioso e storico del Paese.
«Se Putin non vuole porre fine a questa guerra e vuole continuare, noi non resteremo a guardare, reagiremo», ha dichiarato Zelensky nel corso di un intervento pubblico.
Il presidente ucraino ha poi utilizzato parole destinate a far discutere: «Se l’Ucraina brucia, brucerà anche Mosca».
Secondo il leader di Kiev, l’attacco alla raffineria russa rappresenta una rappresaglia diretta per il raid condotto dalle forze di Mosca all’inizio della settimana contro la Lavra delle Grotte di Kiev, uno dei luoghi più venerati della tradizione ortodossa ucraina.
«Eravamo alla Lavra e ho detto che avremmo preparato una risposta e che l’avreste vista. Penso che la stiate vedendo ora», ha affermato Zelensky.
Il presidente ucraino ha ribadito che l’obiettivo di Kiev resta la fine del conflitto, ma ha sottolineato che l’Ucraina continuerà a colpire obiettivi sul territorio russo finché proseguiranno gli attacchi contro le città e le infrastrutture ucraine.
Le dichiarazioni arrivano in un momento di crescente intensità degli scontri e confermano la strategia adottata negli ultimi mesi da Kiev, sempre più orientata a trasferire il peso della guerra anche all’interno della Federazione Russa, colpendo impianti energetici, depositi militari e infrastrutture considerate strategiche.


