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La confessione shock di Vannacci: “Sarei un traditore”

Pubblicato: 19/06/2026 09:38

Prima lo diceva lui. Un suo partito avrebbe spaccato la destra, indebolito il centrodestra e fatto un regalo alla sinistra. Peggio ancora, sarebbe stato visto dalla Lega come il partito di un traditore. Oggi quel partito esiste. Si chiama Futuro Nazionale. E lo ha fondato proprio Roberto Vannacci.

La vecchia intervista del generale torna così come un boomerang perfetto. Non è un’accusa degli avversari, non è una lettura maliziosa dei nemici interni, non è propaganda della sinistra. È il ragionamento politico che Vannacci faceva quando ancora escludeva l’ipotesi di mettersi in proprio.
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Il partito del traditore

Roberto Vannacci alla convention di Futuro nazionale

Il passaggio più pesante riguarda Matteo Salvini. Vannacci immaginava cosa sarebbe accaduto se avesse fondato una sua forza politica. Una lista capace anche solo di arrivare al 5 per cento, spiegava, avrebbe tolto voti alla coalizione e spaccato il campo del centrodestra. Per questo, agli occhi della Lega, sarebbe diventata il partito di un traditore.

Adesso quello scenario è diventato realtà. Futuro Nazionale nasce proprio nello spazio che Vannacci indicava come pericoloso, tra Lega e Fratelli d’Italia, dentro l’elettorato più identitario, dove ogni voto raccolto rischia di essere un voto sottratto agli alleati. La contraddizione è tutta qui. Ieri il partito personale era una mina per la destra. Oggi è diventato la sua bandiera.

La parola che pesa è una sola, traditore. Non come insulto da comizio, ma come categoria politica evocata dallo stesso Vannacci. E proprio per questo ora gli torna addosso con più forza. Perché il generale non può dire di non aver capito il rischio. Lo aveva capito benissimo. Lo aveva spiegato. Lo aveva quasi profetizzato.

La profezia diventata partito

Il problema non riguarda soltanto la Lega. Riguarda tutto il centrodestra. Se Futuro Nazionale cresce, non nasce semplicemente un alleato in più. Nasce un concorrente interno. Una forza che parla allo stesso pubblico, usa le stesse parole d’ordine, pesca nello stesso bacino elettorale e trasforma ogni consenso ottenuto in una ferita per la coalizione.

Vannacci oggi può dire che il contesto è cambiato, che la destra di governo ha deluso i suoi elettori, che serviva una nuova casa politica. Ma la vecchia intervista resta lì. E racconta una cosa molto semplice: prima il generale diceva che fondare un suo partito avrebbe aiutato Schlein e Conte. Poi quel partito lo ha fondato davvero.

Per questo Futuro Nazionale nasce con una domanda addosso. Non quanto prenderà. Non con chi si alleerà. Non quale sarà il suo programma. La domanda più scomoda è un’altra: se ieri quel partito era il partito del traditore, perché oggi dovrebbe essere il partito della salvezza?

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