
Nel corso delle ricerche di persone scomparse, ogni piccolo elemento rinvenuto sul territorio può inizialmente sembrare una possibile svolta. Oggetti comuni, tracce apparentemente trascurabili, segnalazioni casuali: tutto viene analizzato con attenzione nella speranza che possa aiutare a ricostruire gli ultimi spostamenti. Ma non sempre ciò che emerge sul campo si trasforma in un indizio certo.
In situazioni di questo tipo, la cautela diventa fondamentale. L’entusiasmo legato a un possibile ritrovamento può infatti generare aspettative che rischiano di essere smentite dalle verifiche successive. Per questo motivo, ogni elemento viene sottoposto a controlli incrociati, confronti e valutazioni da parte degli investigatori e dei familiari coinvolti.
È il caso del fermaglio per capelli rinvenuto su un sentiero di montagna nell’ambito delle ricerche di Sarah Di Giacinto e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse dal 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. L’oggetto aveva inizialmente alimentato la speranza di un possibile collegamento con le ragazze, ma le successive valutazioni hanno ridimensionato l’ipotesi.
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I dubbi sull’oggetto ritrovato
Il fermaglio era stato segnalato come possibile elemento utile alle indagini, anche sulla base del riconoscimento effettuato da un’amica di Sarah. Tuttavia, questa indicazione non è stata ritenuta sufficiente per stabilire con certezza l’appartenenza dell’oggetto.
A chiarire la situazione è intervenuta l’associazione Penelope Abruzzo, che segue da vicino il caso. In una nota viene sottolineato come non vi siano elementi concreti per attribuire il fermaglio a Sarah Di Giacinto.
«Si sta sollevando un enorme polverone per un fermaglio, senza che vi siano certezze sulla sua appartenenza. Il riconoscimento da parte di un’amichetta di Sarah, infatti, non può essere considerato attendibile», si legge nella comunicazione.
Secondo quanto riportato, anche il padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, non avrebbe riconosciuto con certezza l’oggetto come appartenente alla figlia, limitandosi a confermare che Sarah utilizzava spesso fermagli simili, molto diffusi tra le bambine della sua età.

Un oggetto comune e un sentiero frequentato
L’associazione sottolinea inoltre un ulteriore elemento di incertezza: la natura stessa dell’oggetto. Si tratterebbe infatti di un accessorio molto comune, utilizzato abitualmente e facilmente reperibile, circostanza che rende difficile attribuirgli un valore probatorio.
Un altro aspetto evidenziato riguarda il contesto del ritrovamento. Il sentiero in cui è stato individuato il fermaglio è un’area frequentata da escursionisti e visitatori, elemento che apre alla possibilità che l’oggetto possa essere stato lasciato in un momento precedente rispetto alla scomparsa delle due sorelle.
Per questi motivi, al momento, non è possibile collegare in modo diretto il fermaglio a Sarah e Alisya Di Giacinto, né considerarlo un indizio certo nell’ambito delle indagini.
Le ricerche tra lago e montagne
Parallelamente alla verifica degli indizi, proseguono senza sosta le operazioni di ricerca sul territorio. Nelle ultime ore è stato rafforzato il dispositivo attorno al lago di Barrea, dove sono intervenuti anche i Vigili del fuoco del nucleo di Soccorso subacqueo acquatico di Ancona.
La squadra, dotata di mezzi e attrezzature specializzate, ha posizionato una delle imbarcazioni sotto il ponte che attraversa il bacino artificiale. Da lì vengono effettuate ispezioni nella parte inferiore della struttura e attorno ai piloni, in coordinamento con le squadre già presenti sul posto.
I Vigili del fuoco del comando provinciale dell’Aquila continuano da giorni le attività di perlustrazione senza interruzioni, concentrandosi sia sulle sponde del lago sia sulle aree limitrofe.
Nel corso della giornata le operazioni si sono estese anche lungo il sentiero che conduce alla Camosciara, prima di tornare nuovamente verso la zona del lago, considerata ancora uno dei punti principali delle ricerche.

Ricerche senza sosta nel territorio di Civitella Alfedena
L’intero dispositivo di ricerca resta attivo su un’area ampia e complessa, caratterizzata da zone montane e bacini artificiali. L’obiettivo degli investigatori e dei soccorritori è quello di non lasciare alcuna area inesplorata.
Nonostante il falso allarme legato al fermaglio, l’attività prosegue con la stessa intensità, nella speranza di ottenere elementi concreti utili a ricostruire gli ultimi movimenti delle due sorelle scomparse da Civitella Alfedena.


