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Meloni scarica Trump: finisce l’illusione dell’alleanza speciale con Washington

Pubblicato: 20/06/2026 06:46

Per giorni Palazzo Chigi ha provato a raccontare che nulla fosse cambiato. Che il rapporto tra Giorgia Meloni e Donald Trump fosse ancora solido, che le tensioni delle ultime settimane fossero soltanto incomprensioni momentanee e che il canale privilegiato tra Roma e Washington fosse rimasto intatto. Le parole del presidente americano hanno però spazzato via questa narrazione nel giro di poche ore. L’attacco rivolto alla premier italiana non è stato percepito come una semplice battuta o come una provocazione elettorale. A Palazzo Chigi è stato letto come uno strappo politico e personale destinato a lasciare conseguenze profonde. Non a caso, secondo quanto filtra dall’entourage della presidente del Consiglio, la convinzione è che la vicenda sia tutt’altro che chiusa e che possano arrivare nuovi affondi nelle prossime settimane.

La reazione di Meloni è stata immediata e molto più dura rispetto al passato. Non solo una risposta pubblica alle dichiarazioni del leader americano, ma anche una serie di segnali concreti che raccontano come il governo italiano abbia ormai preso atto della rottura. Una scelta che segna un passaggio politico importante dopo anni in cui la sintonia tra la leader di Fratelli d’Italia e Trump era stata considerata uno degli elementi centrali della collocazione internazionale del centrodestra.

La fine della narrazione

L’aspetto più significativo della vicenda non riguarda soltanto le parole usate da Trump. Il vero elemento politico è che viene meno la rappresentazione costruita negli ultimi mesi attorno a un rapporto privilegiato tra Roma e Washington. Fino al G7 si era parlato di un’intesa rimasta solida nonostante le differenze emerse sulla politica estera e sul dossier ucraino. Oggi quella lettura appare difficilmente sostenibile.

Anche alcuni episodi recenti assumono un significato diverso. Il mancato bilaterale vero e proprio durante il vertice internazionale, il rapido scambio finale immortalato dalle telecamere e le immagini diffuse da Palazzo Chigi vengono ora riletti come il tentativo di salvare almeno sul piano simbolico una relazione che in realtà mostrava già segni di logoramento. L’attacco pubblico di Trump ha semplicemente reso evidente ciò che fino a quel momento era rimasto sottotraccia.

Le conseguenze diplomatiche

La risposta italiana non si è fermata alle dichiarazioni. Il governo ha deciso di trasferire lo scontro dal piano personale a quello politico e diplomatico. La missione di Antonio Tajani a Miami è stata cancellata. Le ipotesi di una visita estiva di Meloni a Washington sembrano ormai tramontate. Anche il tradizionale ricevimento organizzato dall’ambasciata americana per il 4 luglio rischia di trasformarsi nel simbolo della nuova distanza tra i due governi, con numerosi ministri intenzionati a non partecipare.

Parallelamente cambia anche la comunicazione di Fratelli d’Italia. Trump, che per anni era stato guardato con simpatia da ampi settori della destra italiana, diventa adesso un bersaglio politico. Le critiche si concentrano soprattutto sul rapporto con Vladimir Putin e su una linea internazionale giudicata troppo indulgente verso gli avversari dell’Occidente. È lo stesso argomento utilizzato dalla premier nella sua risposta più dura, quando ha contestato la differenza di trattamento riservata da Trump agli alleati europei rispetto ai leader delle grandi autocrazie.

La frattura è quindi molto più profonda di una polemica personale. Segna il fallimento dell’idea che l’Italia potesse svolgere il ruolo di ponte privilegiato tra l’Europa e la nuova amministrazione americana. E soprattutto apre una fase nuova nei rapporti tra Meloni e Trump, una fase in cui l’interesse politico reciproco sembra aver lasciato spazio alla diffidenza e allo scontro aperto.

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Ultimo Aggiornamento: 20/06/2026 07:04

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