
Le due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena potrebbero non essere sole. È questa l’ipotesi avanzata dal procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, che intervenendo al Tg1 ha sottolineato come il lungo periodo trascorso dalla sparizione renda difficile immaginare una completa autogestione da parte delle due ragazze.
«È probabile che siano con qualcuno», ha dichiarato il magistrato, spiegando che il trascorrere di oltre dieci giorni senza notizie di Sarah e Alisya, di 16 e 12 anni, porta a ritenere plausibile il supporto di una o più persone esterne. Una valutazione che sta orientando anche parte delle attività investigative.

Secondo il procuratore, appare infatti complicato ipotizzare che due minorenni possano essersi organizzate autonomamente per un periodo così lungo senza alcun aiuto. Per questo motivo gli inquirenti stanno valutando attentamente tutte le possibili reti di appoggio e i contatti che potrebbero aver favorito il loro allontanamento.
Il procuratore della Repubblica del tribunale di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha convocato il fidanzato diciottenne di Alisya, la sedicenne scomparsa insieme alla sorellina dodicenne Sarah, da due settimane. L’intento dell’inquirente è quello di chiarire spostamenti e rapporti del giovane la notte tra il 6 e 7 giugno scorsi, quando cioè le due ragazzine sono sparite dalla casa famiglia di Civitella Alfedena dove erano ospitate.
Non è chiaro se ci siano precisi sospetti sul ragazzo, ma è verosimile, ne sono convinti gli inquirenti, che le due sorelle siano state aiutate e siano attualmente supportate nella fuga da altre persone. Il giovane è stato ascoltato per due ore in caserma.

Le ricerche proseguono senza sosta nei territori in cui le ragazze potrebbero aver trovato punti di riferimento. Gli investigatori stanno verificando ogni segnalazione utile e ogni luogo che potrebbe offrire elementi per rintracciare le due adolescenti.
Sarah e Alisya risultano scomparse da oltre dieci giorni dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo. Da allora è stata attivata una vasta macchina delle ricerche che coinvolge forze dell’ordine, volontari e associazioni specializzate nelle persone scomparse.
Nel frattempo emergono anche le parole cariche di speranza del padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto. Attraverso l’associazione Penelope Abruzzo, l’uomo ha fatto sapere di essere convinto che le figlie siano ancora in buone condizioni. «Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene», è il messaggio riferito dalla referente dell’associazione, Alessia Natali.
La stessa Natali ha spiegato che il padre vive questi giorni con una sensazione positiva, pur accompagnata da una forte preoccupazione e da comprensibili momenti di ansia per l’assenza di notizie certe sul destino delle due ragazze.
Sul fronte operativo, nelle prossime ore potrebbe essere impiegato il Life Seeker, uno speciale dispositivo utilizzato nelle operazioni di ricerca e soccorso. Lo strumento consente di individuare telefoni cellulari e creare reti temporanee di comunicazione anche in aree dove la copertura telefonica risulta limitata o assente.
Secondo una delle ipotesi formulate dall’associazione Penelope Abruzzo, le due sorelle potrebbero aver lasciato la struttura con l’aiuto di qualcuno che conosceva bene la casa famiglia e i suoi punti meno controllati. Si tratta tuttavia di una ricostruzione ancora tutta da verificare. Le indagini continuano per accertare cosa sia realmente accaduto e riportare Sarah e Alisya a casa nel più breve tempo possibile.


