
La diplomazia si muove attraverso i canali ufficiali, ma la politica si nutre di simboli e messaggi visivi d’impatto. A poche ore dallo scontro totale che ha infiammato l’asse tra Roma e Washington con il duro affondo di Donald Trump, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni mette a segno una contromossa identitaria studiata nei minimi dettagli. Con un blitz non inserito nei programmi ufficiali fino a ieri, la premier è volata a Gemona del Friuli per prendere parte al raduno del 3° raggruppamento alpini del Triveneto. La presidenza del Consiglio ha diffuso la notizia del viaggio solo a cose fatte, quando la leader era già in volo verso la destinazione, sottolineando la partecipazione «a sorpresa» per blindare il valore politico di un appuntamento dal forte sapore patriottico.
Mostrarsi sorridente e circondata dalle penne nere rappresenta un segnale chiaro: la premier non ha alcuna intenzione di arretrare o mostrarsi indebolita di fronte alle turbolenze internazionali. Gli alpini, forza di eccellenza dell’esercito italiano e più antico corpo di truppe da montagna attivo al mondo, incarnano da sempre lo spirito di resilienza nazionale, il palcoscenico perfetto per un bagno di solidarietà e consenso tra le divise più amate dal Paese proprio mentre le relazioni con l’alleato americano attraversano le ore più fredde.
Le dichiarazioni della Premier
“Non era tanto che ero passata da queste parti, ma ero passata per un’altra ragione. Ho pensato che fosse doveroso. Diciamo che avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale e, se non si trova qui, non so dove altro si potrebbe trovare. E poi era anche un’occasione per ringraziare gli Alpini anche per il lavoro straordinario che hanno fatto durante le Olimpiadi e non solamente durante le Olimpiadi. Quindi sono venuta a dire grazie a queste persone”, le parole della premier a Telefriuli.
Il valore della memoria e il segnale interno al generale
L’evento di quest’anno si carica inoltre di una forte valenza storica, coincidendo con il 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976. Le note ufficiali giunte da Palazzo Chigi chiariscono lo spirito della presenza governativa: «Il raduno sarà dedicato al ricordo della tragedia e alla straordinaria opera di ricostruzione che ne seguì». Una cornice che permette alla leader di unire la retorica della rinascita nazionale alla vicinanza alle forze armate, capitalizzando al massimo un’esposizione mediatica preziosa in un momento di forte pressione esterna.
La mossa del capo del governo, tuttavia, non guarda solo oltreoceano ma sembra lanciare un avvertimento preciso anche sul fronte interno della coalizione. La presenza della premier tra le truppe alpine suona infatti come un messaggio tra le righe indirizzato al generale in pensione Roberto Vannacci, figura rimasta curiosamente ai margini dell’agenda politica e mediatica negli ultimi tre giorni, proprio da quando l’attenzione pubblica è stata totalmente monopolizzata dallo strappo tra la leader italiana e il tycoon statunitense.


