
A quasi due settimane dalla scomparsa di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, cresce l’angoscia della madre Valentina D’Acunto, convinta che alle figlie possa essere accaduto qualcosa di irreparabile.
«Valentina pensa che le ragazze non ci sono più, sono morte. Lei dice: “È impossibile che, se sono ancora vive, non abbiano trovato il modo di tornare da me”», ha riferito il suo avvocato Enrico Mastantuono, descrivendo lo stato d’animo della donna, che da due settimane non riceve alcuna notizia delle figlie.
Il legale ha parlato di un dolore profondo e di una madre schiacciata dall’incertezza. «Il silenzio di Valentina è un silenzio-verità, perché non si può quantificare il dolore di una mamma. Lei sa bene come stanno le cose, il marcio che c’è sotto e che ha portato alla tragedia. Lei non è una showgirl, c’è chi fa il frontman in questa situazione, ma lei non fa la showgirl», ha dichiarato.
Nonostante il timore che le ragazze possano essere morte, Mastantuono prova a mantenere uno spiraglio di speranza. «Tutta questa storia avrà sicuramente un lieto fine perché non sono stati trovati i corpi. La ragione mi dice questo, il cuore mi dice ben altro. Le ragazzine non possono stare senza punti di riferimento per due settimane. Mi fa ben sperare la notizia che avrebbero portato con sé trucchi ed effetti personali».
Valentina D’Acunto si trova attualmente a Minturno, insieme al compagno Vincenzo, originario di Torre del Greco, che l’ha accompagnata anche nell’ultima visita alle figlie, avvenuta il 17 maggio. «Lui è un’altra vittima e sarà una futura parte civile in tutta questa storia», ha aggiunto l’avvocato.
Di diverso avviso è invece Stefano Di Giacinto, padre delle due adolescenti, che continua a credere che Sarah e Alisya siano vive. «Le ragazze si stavano riavvicinando al papà, stavano ricostruendo un rapporto dopo anni di bugie e manipolazioni, e questo lo afferma una sentenza del Tribunale di Cassino, attribuendo tali comportamenti alla madre. Noi restiamo fiduciosi di ritrovarle», ha spiegato il suo legale Francesco Riccardi.
Le ricerche delle due sorelle proseguono senza sosta, mentre il caso continua ad alimentare polemiche sulla gestione della permanenza delle ragazze nella struttura che le ospitava e sulle comunicazioni ai familiari dopo la loro scomparsa.


