Vai al contenuto

“Non lo accettava!”. Ecco perché Mihaela ha ucciso la figlia: orrore in Italia

Pubblicato: 22/06/2026 09:50

Ci sono pomeriggi in cui il silenzio che avvolge i cortili dei palazzi di periferia smette di essere sinonimo di quiete e diventa il preludio di un incubo. Dietro le tapparelle abbassate di finestre apparentemente uguali a tutte le altre, la quotidianità può trasformarsi in un teatro di solitudine e disperazione invisibile agli occhi del mondo esterno. È in quegli istanti che la mente umana, schiacciata dal peso di un dolore che non riesce a contenere, imbocca sentieri oscuri da cui diventa impossibile tornare indietro, lasciando chi resta a fare i conti con domande destinate a rimanere senza risposta.

Il dramma si consuma spesso nell’apparente normalità di una giornata qualunque, lasciando attoniti i vicini di casa e stringendo in una morsa di dolore un intero quartiere. Quando i legami affettivi si spezzano in modo traumatico, il rifiuto di una nuova realtà può scavare un solco profondo nell’anima, trasformando l’affetto in una forza distruttiva e incontrollabile. La cronaca si trova così, ancora una volta, a dover raccontare l’inconcepibile: l’istante preciso in cui la fragilità emotiva smette di essere un disagio privato e si trasforma in una tragedia irreparabile che spezza per sempre giovani vite innocenti.
Leggi anche: Dramma a Torino: madre uccide figlia disabile a martellate

Il dramma di via Domodossola

La cruda realtà ha preso la forma di un omicidio-suicidio consumatosi all’interno di un appartamento situato al quarto piano del civico 66 di via Domodossola, nel quartiere Parella a Torino. Una donna di 40 anni di origine romena, Maria Mihaela Belecciu, ha tolto la vita alla figlia minore di appena 13 anni, Isabella Cojocariu, prima di suicidarsi. All’origine del gesto ci sarebbe una rottura matrimoniale recente che la quarantenne non era in alcun modo riuscita ad accettare, sprofondando in un forte stato di depressione. L’ex marito della donna e padre della tredicenne, secondo quanto emerso dagli accertamenti, non si trovava in Italia ma risiedeva in Romania, del tutto ignaro della tragica deriva degli eventi.

A fare la straziante scoperta è stata la figlia maggiore di 19 anni che, rientrando nell’abitazione nel corso del pomeriggio, si è trovata davanti a una scena raccapricciante nella stanza da letto, dove giacevano i corpi esanimi della sorellina e della madre. La giovane è stata immediatamente soccorsa e trasportata d’urgenza all’ospedale Maria Vittoria, dove si trova tuttora ricoverata in stato di shock, assistita in modo continuo dal personale medico e dagli psicologi della struttura sanitaria.

Auto della polizia italiana durante un intervento

Le indagini e i rilievi della polizia

Le indagini per ricostruire l’esatta dinamica del delitto sono state affidate alla polizia, con il coordinamento del pubblico ministero Roberto Furlan della procura torinese. I rilievi effettuati nell’appartamento hanno permesso di accertare che la giovane vittima è stata uccisa tramite strangolamento. Successivamente, la madre ha deciso di farla finita legandosi un cappio al collo e togliendosi la vita per impiccagione all’interno della medesima camera, consumando il delitto tra le mura domestiche.

La tragedia ha riaperto una ferita profonda nella memoria storica degli abitanti della zona, riportando l’attenzione pubblica a un altro grave fatto di cronaca nera avvenuto ben diciassette anni fa a brevissima distanza. Il 5 aprile del 2009, infatti, il quartiere era stato teatro dell’omicidio di Alice Acquarone, una donna di 46 anni brutalmente assassinata da Alain Dante Stefanoni in largo Nicola Fabrizi, un luogo che dista appena novanta metri dal civico di via Domodossola. Anche in quel precedente, il movente profondo risiedeva nell’incapacità di accettare l’interruzione di una relazione sentimentale.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure