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“Vai a lavare…”. Critica Vannacci e piovono gli insulti: esplode la polemica

Pubblicato: 22/06/2026 17:01

Una valanga di commenti offensivi e attacchi personali ha colpito la giornalista salentina Maria Teresa Giaffreda dopo la pubblicazione di un video sui social dedicato a Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega. Tra i messaggi ricevuti, uno in particolare è diventato il simbolo della vicenda: «Vai a lavare i piatti, la politica non è per te».

A denunciare pubblicamente quanto accaduto è stata la stessa giornalista, collaboratrice del Quotidiano di Puglia, che ha raccontato di essere stata bersaglio di decine di commenti offensivi legati non tanto alle sue opinioni, quanto al suo essere donna.

Nel video finito al centro delle polemiche, Giaffreda proponeva una riflessione sul fenomeno politico rappresentato da Vannacci, definendolo espressione di un disagio sociale diffuso e criticandone quella che ritiene una lettura semplificata di temi complessi. Il contenuto ha ottenuto migliaia di visualizzazioni e un ampio numero di reazioni.

Accanto ai commenti di dissenso politico, però, sono comparsi numerosi messaggi dal contenuto sessista. Insulti e giudizi che hanno preso di mira il suo aspetto fisico e la sua legittimità a intervenire nel dibattito pubblico, spostando l’attenzione dal merito delle argomentazioni alla persona.

«Il mio video ha sollevato un polverone, non solo per le visualizzazioni ma soprattutto per i messaggi d’odio ricevuti», ha scritto la giornalista sui propri profili social. Giaffreda ha precisato di non considerare problematico il confronto tra idee diverse, distinguendo nettamente il dissenso dagli attacchi personali.

Tra i commenti condivisi dalla giornalista figurano frasi come «Sei solo una bella donna… poi niente», «È bella ma ignorante», «Vannacci parla meglio di te» e «Ma come può parlare di Vannacci una come questa». Espressioni che, secondo la cronista, dimostrano come il dibattito online possa facilmente degenerare in forme di discriminazione.

La giornalista ha sottolineato come molte delle offese ricevute siano direttamente collegate al suo genere. «Se lo stesso contenuto fosse stato realizzato da un uomo, probabilmente non avrebbe generato reazioni di questo tipo», ha osservato, evidenziando una dinamica che molte professioniste denunciano da tempo.

L’episodio ha riacceso il confronto sul tema dell’odio online e del sessismo sui social network, fenomeni che continuano a colpire in particolare le donne impegnate nel giornalismo, nella politica e più in generale nel dibattito pubblico.

Per Giaffreda, la vicenda rappresenta un problema che va oltre il singolo caso. «Noi donne abbiamo fortemente bisogno di un assetto giuridico che ci tuteli da ogni forma di violenza», ha dichiarato, rilanciando il tema della tutela contro discriminazioni e violenze verbali che sempre più spesso si manifestano sulle piattaforme digitali.

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