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“Ispezioni nucleari al massimo livello”. Usa-Iran, Trump smentisce Teheran

Pubblicato: 23/06/2026 17:28

Un nuovo capitolo, dai toni decisamente perentori, si aggiunge ai tesissimi negoziati internazionali sull’asse tra Washington e Teheran. Attraverso un annuncio diffuso sulla propria piattaforma Truth Social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha voluto blindare pubblicamente l’esito dei complessi colloqui diplomatici in corso in Svizzera relativi all’accordo atomico, respingendo al mittente i tentativi di retromarcia della controparte. “Nonostante le loro proteste e dichiarazioni false che sostengono il contrario, l’Iran ha accettato pienamente e completamente ispezioni nucleari al massimo livello per un periodo molto lungo nel futuro (all’infinito!!!). Ciò garantirà ‘l’onestà nucleare’”, ha scandito il capo della Casa Bianca, smentendo di fatto le smentite ufficiali giunte nelle ultime ore dal Medio Oriente.

L’affondo presidenziale arriva in aperta risposta alle parole del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, il quale aveva cercato di ridisegnare i confini delle concessioni dichiarando che Teheran non avrebbe mai concesso i permessi per monitorare le strutture colpite dai recenti bombardamenti bellici. Tale presa di posizione contrastava apertamente con quanto rivelato dal vicepresidente statunitense JD Vance, che aveva invece confermato il via libera alle ispezioni dell’Aiea proprio grazie alla mediazione elvetica.

Le concessioni di Teheran e lo scacco sullo Stretto di Hormuz

La strategia negoziale americana si muove su un binario di estrema fermezza, legando la revoca delle misure di forza militare al rispetto assoluto dei patti energetici. Trump ha infatti chiarito senza giri di parole quale sia il prezzo pagato dalla repubblica islamica per evitare l’asfissia economica del Paese: “Se non avessero accettato questo, non ci sarebbero stati ulteriori negoziati! Sulla base di questa e di altre importanti concessioni fatte dall’Iran, ho acconsentito a lasciare aperto lo Stretto di Hormuz, senza ulteriori blocchi navali”.

Il controllo delle rotte marittime globali resta comunque l’asso nella manica del Pentagono, pronto a essere calato nuovamente qualora le garanzie sul nucleare dovessero vacillare nelle prossime settimane. Il presidente degli Stati Uniti ha infatti precisato che il dispositivo militare non è stato smantellato, ma congelato in una postura di vigile attesa, aggiungendo che “tutte le navi rimangono in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che, a questo punto, sembra altamente improbabile”. Una mossa di deterrenza psicologica che serve a blindare una partita a scacchi geopolitica che, conclude il leader americano, sta comunque procedendo verso la direzione auspicata da Washington.

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