
L’Italia si trova nel bel mezzo di una complessa spaccatura meteorologica, stretta nella morsa della prolungata e intensa ondata di calore provocata dal persistente anticiclone africano. Se da un lato gran parte del Paese continuerà a soffrire per le temperature eccezionali e ben al di sopra delle medie del periodo, dall’altro l’atmosfera si prepara a mostrare i primi segni di un’evidente instabilità. La giornata di domani, mercoledì 24 giugno, sarà infatti caratterizzata da improvvisi rovesci e temporali localmente di forte intensità che colpiranno a macchia di gatto diverse aree della Penisola.
Davanti a questo scenario, il Dipartimento della Protezione Civile ha ritenuto necessario emettere un avviso di allerta meteo gialla. Il provvedimento si è reso indispensabile a causa del rischio idrogeologico, idraulico e di forti temporali che minacciano di interrompere bruscamente la quiete estiva in numerose regioni, con infiltrazioni di aria fresca in quota pronte a innescare grandinate e violente raffiche di vento.
La mappa dell’allerta gialla e le zone più a rischio
Il bollettino ufficiale per mercoledì 24 giugno evidenzia una criticità diffusa che interesserà in modo particolare i settori tirrenici, le aree appenniniche e le due Isole maggiori. Nel dettaglio, l’ordinaria criticità per rischio idraulico riguarderà i versanti tirrenici e ionici della Calabria. La criticità per rischio temporali si estenderà invece in Abruzzo (coinvolgendo la Marsica e i bacini dell’Aterno e del Sangro), in Basilicata, in Sicilia e in Sardegna. Anche il Nord non sarà del tutto immune: in Piemonte l’allerta coprirà le pianure cuneese e torinese e gran parte delle vallate alpine, mentre in Umbriasaranno monitorate le zone del Medio e Alto Tevere.
Le previsioni indicano che, dopo una mattinata prevalentemente soleggiata, il pomeriggio vedrà un rapido aumento della nuvolosità. I temporali si svilupperanno improvvisamente sui rilievi delle Alpi, sull’Appennino e nel settore occidentale della Pianura Padana, risultando intensi pur se concentrati in zone ristrette.
Nel resto della nazione, al contrario, l’alta pressione continuerà a dettare legge. Il caldo intenso non concederà tregua nemmeno dopo il tramonto, costringendo i principali centri urbani a fare i conti con le fastidiose “notti tropicali”, un fenomeno caratterizzato da colonnine di mercurio stabili che non scenderanno al di sotto dei 20 gradi nemmeno nelle ore più fredde.


