
Nel dibattito sulla sicurezza del trasporto pubblico italiano, il tema delle aggressioni e dei reati nelle stazioni ferroviarie e sui mezzi di superficie è tornato al centro dell’agenda politica e istituzionale. Un ambito in cui numeri, percezione di insicurezza e interventi organizzativi si intrecciano, delineando un quadro in evoluzione ma ancora considerato critico da parte delle autorità.
Le strategie adottate negli ultimi anni puntano a rafforzare la presenza del personale dedicato alla sicurezza e a migliorare i sistemi di prevenzione, con l’obiettivo di ridurre episodi di violenza e furti nelle principali infrastrutture del Paese. In questo contesto, il confronto tra ministeri, aziende e forze operative diventa decisivo per definire le prossime misure.
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Sicurezza FS: calano aggressioni e furti nelle stazioni
Secondo i dati emersi dalla riunione tra il Ministero dei Trasporti e i vertici del gruppo FS, si registra una riduzione significativa dei reati nel sistema ferroviario. In particolare, si evidenziano un calo del -47% delle aggressioni al personale FS e del -46% dei furti nelle stazioni italiane, nel confronto tra il 2026 e il 2025.
Un risultato definito «incoraggiante» dalle fonti del MIT, ma che viene accompagnato dalla consapevolezza che il percorso non è ancora concluso. Come sottolineato nel corso dell’incontro, i margini di miglioramento restano ampi e richiedono ulteriori interventi strutturali.

FS Security e piano di rafforzamento del presidio
Un ruolo centrale nel contenimento dei fenomeni di criminalità è attribuito alle 1.348 unità di FS Security, operative nei principali snodi ferroviari del Paese. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare ulteriormente questo dispositivo, portandolo fino a 1.700 unità complessive.
Il piano prevede un incremento della presenza di personale in divisa nelle stazioni e un rafforzamento dei controlli, con particolare attenzione alle aree considerate più sensibili dal punto di vista della sicurezza.
Salvini: “Militarizzare” le stazioni e controlli più stringenti
Sul fronte politico, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha ribadito la necessità di un approccio più incisivo per garantire la sicurezza nei luoghi di transito. «C’è ancora troppa gentaglia in giro, serve controllare metro per metro le stazioni», ha dichiarato.
Il ministro ha inoltre annunciato l’intenzione di lavorare per «militarizzare» le principali stazioni italiane, rafforzando ulteriormente il presidio delle forze in campo e aumentando il numero di operatori impegnati nei controlli quotidiani.
Emergenza aggressioni sui mezzi pubblici
Il tema della sicurezza riguarda anche il trasporto pubblico locale, dove le aggressioni continuano a rappresentare una criticità rilevante. Si stimano circa 7000 episodi annui tra violenze fisiche e verbali, che coinvolgono autisti, controllori e passeggeri.
Un fenomeno che ha portato nel tempo alla definizione di accordi e strumenti specifici per la prevenzione, con l’obiettivo di tutelare il personale e migliorare la gestione delle situazioni di rischio.

Misure di prevenzione e protocolli di sicurezza
Tra le iniziative adottate figura il Decreto MIT sui sistemi di sicurezza per prevenire le aggressioni, che prevede l’introduzione di cabine protette e sistemi di videosorveglianza sui mezzi pubblici.
Due anni fa, inoltre, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha firmato un protocollo d’intesa con la prefettura per la sicurezza nel trasporto pubblico locale, introducendo strumenti come le bodycam per i controllori delle linee Cotral, il panic button collegato al 112 e sistemi di geolocalizzazione dei bus.
Un sistema in evoluzione tra controlli e prevenzione
Il quadro complessivo evidenzia un rafforzamento progressivo delle misure di sicurezza nel settore ferroviario e del trasporto pubblico, accompagnato da una riduzione dei reati registrati. Tuttavia, la persistenza di episodi di aggressione e la percezione di insicurezza continuano a mantenere alta l’attenzione delle istituzioni.
Le prossime fasi del piano di intervento saranno decisive per consolidare i risultati ottenuti e valutare l’efficacia delle nuove strategie di presidio e prevenzione.


