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Fs, Donnarumma pronto a dimettersi: incontro con Salvini

Pubblicato: 25/06/2026 14:56

Il panorama dei trasporti ferroviari italiani si trova di fronte a una svolta significativa e inaspettata. Attraverso una nota congiunta e dichiarazioni convergenti, è stato ufficializzato il passo indietro di Stefano Donnarumma dalla guida di Ferrovie dello Stato Italiane. La decisione, giunta al termine di un incontro cruciale tenutosi presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, segna la fine anticipata di un mandato caratterizzato da grandi investimenti ma anche da recenti e pesanti polemiche legate alla gestione della rete. Le dimissioni formali verranno presentate nei prossimi giorni, non appena l’amministratore delegato uscente avrà concluso i dossier più urgenti ancora aperti sul suo tavolo. Questa mossa apre ufficialmente una fase di transizione delicata per una delle più grandi aziende pubbliche del Paese, con un occhio attento ai complessi equilibri politici e gestionali.

Il contesto e le ragioni della rottura

A determinare l’accelerazione verso la conclusione anticipata del mandato sono stati i gravi disservizi che hanno colpito la rete ferroviaria nazionale nelle ultime settimane. I continui ritardi e i disagi subiti dai pendolari e dai viaggiatori lungo le tratte principali avevano già sollevato l’irritazione del ministro Matteo Salvini. Sebbene in un primo momento si fosse tentato di gettare acqua sul fuoco, attribuendo la responsabilità delle problematiche a fattori esterni come i furti di rame, gli atti vandalici e i guasti ai convogli di altre compagnie private, il clima di insoddisfazione è rimasto latente. L’incontro odierno ha certificato l’impossibilità di proseguire con l’attuale assetto, spingendo le parti a concordare una risoluzione consensuale per evitare un logoramento d’immagine ancor più pesante per il gruppo ferroviario.

I risultati raggiunti e gli obiettivi centrati

Nonostante l’epilogo brusco, il bilancio dell’attività svolta da Donnarumma nell’ultimo biennio viene presentato dal ministero come largamente positivo sotto il profilo economico e strutturale. Durante il vertice, Salvini ha espresso la propria soddisfazione per il raggiungimento dei target previsti dal Pnrr, con Ferrovie dello Stato che si trova ormai a un passo dal traguardo storico di 25 miliardi di euro di investimenti. Sotto la gestione uscente, l’azienda ha coordinato la bellezza di 1.300 cantieri al giorno, riuscendo a far registrare, secondo i dati ministeriali, un incremento della puntualità del 7% nel mese corrente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, l’ultimo bilancio ha sancito il ritorno all’utile per l’azienda con un saldo attivo di 30 milioni di euro, un risultato rivendicato con forza come dimostrazione della solidità finanziaria della holding.

La transizione verso la fase due

Con l’uscita di scena di Donnarumma, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti punta a inaugurare immediatamente una nuova stagione gestionale per il gruppo. L’obiettivo dichiarato è quello di avviare la cosiddetta fase due, focalizzata sulla gestione e sulla messa a terra dei cantieri programmati per la stagione estiva e per i mesi a venire. Per garantire la massima continuità operativa e non disperdere il lavoro fatto fino ad ora, l’orientamento del governo è quello di affidare la guida della società a una figura di comprovata esperienza che sia cresciuta professionalmente all’interno del gruppo stesso. Le indiscrezioni che filtrano dagli ambienti vicini al dossier convergono con insistenza sul nome di Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia, che viene visto come il profilo ideale per ereditare la guida della complessa macchina aziendale e gestire la transizione senza scossoni interni.

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