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“Lo hanno trovato!”. Terremoto, la notizia sull’italiano appena arrivata

Pubblicato: 29/06/2026 13:08

Le grandi catastrofi naturali non colpiscono solo i territori in cui si verificano, ma spesso attraversano confini, storie e generazioni. Quando un terremoto distrugge interi quartieri, ciò che resta non è soltanto il bilancio delle strutture crollate, ma anche quello delle vite spezzate e dei legami familiari segnati dalla tragedia.

Nel caso del recente sisma che ha colpito il Venezuela, tra le vittime e i dispersi emergono anche nomi legati all’Italia, a testimonianza di una storia familiare intrecciata tra emigrazione, ritorni e nuovi spostamenti nel mondo.
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La famiglia Cuomo e il crollo a Caracas

Tra le vittime accertate figura Enzo Cuomo, 63 anni, originario della provincia di Salerno, rimasto sotto le macerie di un edificio di 14 piani nel quartiere di Los Palos Grandes, a Caracas. Con lui si trovavano la moglie Trini, 53 anni, e la figlia Isabella, 22 anni, che risultano tuttora tra i dispersi mentre proseguono le ricerche.

L’edificio, conosciuto come Petunia, aveva una storia già segnata dal passato: danneggiato dal terremoto del 1967, era stato successivamente oggetto di interventi strutturali con l’obiettivo di migliorarne la resistenza sismica. Nonostante ciò, le scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 registrate nei giorni scorsi lo hanno completamente distrutto.

Secondo le informazioni disponibili, la famiglia si trovava all’interno dell’appartamento al momento del crollo. Le operazioni di soccorso, ancora in corso, continuano a concentrarsi sulla ricerca della moglie e della figlia dell’uomo.

Una storia familiare tra Italia e Venezuela

Enzo Cuomo era un architetto apprezzato a Caracas e conosciuto anche per una passione particolare: ogni giorno si recava sul tetto del palazzo per dare da mangiare ai pappagalli Ara, che popolavano stabilmente l’area, diventata parte del suo quotidiano.

La moglie Trini e la figlia Isabella, studentessa con il sogno di lavorare nel mondo della moda, condividevano con lui la vita nella capitale venezuelana. La famiglia era profondamente radicata nel Paese sudamericano, pur mantenendo legami con l’Italia attraverso le proprie origini.

Il fratello di Enzo, Gerardo, aveva vissuto in Venezuela fino a otto anni fa prima di trasferirsi a Milano, dove recentemente si era ricongiunto anche il figlio della coppia, Carlos Francisco Cuomo.

Il ritorno del figlio e la corsa verso Caracas

Carlos Francisco rappresenta l’unico sopravvissuto della famiglia immediata. Il giovane, che negli ultimi anni era stato in cura presso l’ospedale San Raffaele di Milano dopo un trapianto di midollo osseo, ha lasciato l’Italia per raggiungere Caracas non appena appresa la notizia del sisma.

Secondo quanto emerso, avrebbe chiesto ai soccorritori di non interrompere le ricerche dei genitori e della sorella, seguendo a distanza le operazioni di recupero e sperando in un esito diverso rispetto alle prime notizie arrivate dalle autorità locali.

Le radici italiane e il legame con Laviano

La famiglia Cuomo ha origini nel comune di Laviano, in provincia di Salerno, un territorio profondamente segnato dalla memoria del terremoto dell’Irpinia del 1980. In quell’occasione il paese subì un pesantissimo bilancio di vittime, con circa 330 morti su poche migliaia di abitanti.

Tra le vittime di quella tragedia si contarono anche i nonni materni di Enzo, Filomena Piserchia e Gerardo Nicola Cicoria, emigrati in Venezuela ma tornati temporaneamente in Italia al momento del sisma. Furono sorpresi dal terremoto proprio durante una visita nel loro paese d’origine e non sopravvissero.

Quarantasei anni dopo, la stessa famiglia si ritrova nuovamente segnata da un evento sismico, questa volta a migliaia di chilometri di distanza, in un intreccio di storie che unisce Italia e Venezuela sotto il segno della stessa tragedia naturale.

Le operazioni di ricerca proseguono mentre cresce l’attesa per avere certezze sulla sorte di Trini e Isabella Cuomo, ancora disperse tra le macerie del palazzo Petunia.

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