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Oggi le ordinazioni dei vescovi, lefebvriani verso lo scisma. Il Papa: “Vi prego: tornate sui vostri passi”

Pubblicato: 01/07/2026 09:25

La Fraternità San Pio X torna a sfidare apertamente la Santa Sede. Questa mattina, nel seminario di Écône, in Svizzera, saranno consacrati quattro nuovi vescovi senza il mandato del Papa, un atto che per il diritto canonico comporta la scomunica latae sententiae, ovvero automatica. La decisione, annunciata già nei mesi scorsi, segna un nuovo capitolo della storica frattura tra la Chiesa cattolica e il movimento fondato da monsignor Marcel Lefebvre.

Alla vigilia della consacrazione, Leone XIV ha tentato un ultimo appello inviando una lettera al superiore della Fraternità, don Davide Pagliarani, e a tutti i suoi membri. Il Pontefice ha chiesto di rinunciare all’iniziativa, invitandoli «con tutto il cuore» a tornare sui propri passi e sottolineando le gravi conseguenze spirituali che lo scisma avrebbe sui fedeli, privati della piena comunione ecclesiale e, in alcuni casi, della lecita amministrazione dei sacramenti.

La risposta della Fraternità non si è fatta attendere. Don Pagliarani ha ribadito che il movimento ritiene di agire per il bene della Chiesa, descritta come «una madre in difficoltà» bisognosa di un aiuto particolare. Il sacerdote ha chiesto al Papa un gesto di comprensione e di concedere ancora tempo al dialogo, sostenendo che una soluzione sarebbe ancora possibile.

Alla base dello scontro resta il rifiuto del Concilio Vaticano II, celebrato tra il 1962 e il 1965, e in particolare dei suoi principali documenti. Tra questi figura la dichiarazione Nostra Aetate, che ha ridefinito il rapporto della Chiesa con il popolo ebraico, superando l’antica accusa collettiva di deicidio e aprendo una nuova stagione di dialogo con l’ebraismo.

Le radici dello scisma risalgono al 1988, quando Marcel Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l’autorizzazione di Giovanni Paolo II, venendo scomunicato insieme ai nuovi presuli. Sebbene tali ordinazioni siano considerate valide sotto il profilo sacramentale, risultano illegittime dal punto di vista canonico, poiché la nomina dei vescovi spetta esclusivamente al Pontefice.

Nel 2009, Benedetto XVI tentò di ricucire la frattura revocando la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani. Il gesto, definito un atto di misericordia, fu però oscurato dalle polemiche nate dopo la scoperta delle posizioni negazioniste del vescovo Richard Williamson, che aveva pubblicamente negato l’esistenza delle camere a gas naziste. La vicenda costrinse il Papa a spiegare personalmente le ragioni della sua scelta in una lettera indirizzata ai vescovi di tutto il mondo.

Nonostante quell’apertura, le trattative tra la Santa Sede e la Fraternità non portarono a un accordo. Il nodo principale rimase il mancato riconoscimento dell’autorità e dell’insegnamento del Concilio Vaticano II. I vescovi lefebvriani, pur non più scomunicati, sono rimasti sospesi dall’esercizio del ministero e la Fraternità non è mai rientrata nella piena comunione con la Chiesa cattolica.

Negli anni successivi la distanza si è ulteriormente accentuata. Esponenti della Fraternità hanno continuato a definire il Concilio una «riforma concepita nell’errore», ribadendo la volontà di contrastarne l’impostazione dottrinale. Una posizione che si scontra con quella dei Pontefici succedutisi negli ultimi decenni, da Benedetto XVI a Francesco, fino all’attuale Leone XIV, che ha dedicato parte del proprio magistero alla valorizzazione dei documenti conciliari.

Pur di fronte a un nuovo gesto di rottura, Leone XIV ha scelto fino all’ultimo la strada del dialogo. Nella sua lettera ha riconosciuto lo zelo apostolico della Fraternità, confermando la disponibilità della Santa Sede a proseguire il confronto. Allo stesso tempo ha rivolto un accorato appello, ricordando che «lacerare la Tunica inconsutile di Cristo» rappresenta un peccato di estrema gravità e invitando i lefebvriani a rinunciare a un’iniziativa destinata a riaprire una delle ferite più profonde della Chiesa contemporanea.

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Ultimo Aggiornamento: 01/07/2026 10:56

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